San Giorgio lonico ospita domenica la competizione giovanile. In gara cinque nisseni, tra cui due coppie di fratelli
Sono carichi, determinati ed emozionati. Cinque giovani atleti di Caltanissetta si preparano a scendere sul tatami domenica a San Giorgio lonico, in provincia di Taranto, in occasione del Campionato Giovanile Nazionale di Karate Kyokushinkai. Si tratta dei fratelli Leonardo e Lorenzo Lo Conte, dei fratelli Michele e Benedetta Vitale e di Serena Graglia, cinque ragazzi nisseni che portano con sé mesi di allenamento duro, sacrifici quotidiani e una passione genuina per l’arte marziale del contatto pieno.
A guidarli c’è I’Hanshi Riccardo Villa, presidente e fondatore dellla F.I.K.K diffusa in 35 paesi del mondo figura di riferimento e punto di equilibrio per il gruppo. Il maestro non nasconde la soddisfazione per il percorso compiuto dai suoi giovani allievi: «Si sono preparati con grande impegno e serietà presso la fitness DN di Caltanissetta -afferma Villa -e sono pronti ad affrontare questa gara nel migliore dei modi. L’emozione che provano è comprensibile e anzi la considero un segnale positivo: significa che ci tengono, che hanno capito il valore di quello che stanno per vivere».
Per I’Hanshi La competizione di domenica non rappresenta soltanto un traguardo in sé, ma riveste un significato ancora più ampio nell’orizzonte sportivo dei cinque atleti nisseni. Il campionato nazionale, infatti, è propedeutico alla partecipazione al Torneo Internazionale di Karate che si terrà a Colombo, in Sri Lanka, nell’agosto del 2026: un appuntamento di caratura mondiale che proietterebbe i ragazzi su un palcoscenico completamente diverso, fatto di atleti provenienti da ogni angolo del globo, culture differenti e un livello tecnico elevatissimo.
Gareggiare a livelli così alti è un’esperienza altamente formativa-spiega l’Hanshi Villa – che va ben oltre il risultato sportivo. I ragazzi imparano a gestire la pressione, a confrontarsi con avversari sconosciuti, a rispettare l’avversario e ad accettare sia la vittoria che la sconfitta con maturità. Sono esperienze che lasciano un segno nella persona, non solo nell’atleta»

