3 maggio: Giornata nazionale dei Giornalisti uccisi per il loro lavoro. La legge approvata all’unanimità

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 La Giornata nazionale dei giornalisti uccisi nello svolgimento della loro professione, è legge e sarà celebrata il 3 maggio, nella stessa data in cui ricorre la Giornata mondiale della libertà di stampa,. Dopo l’approvazione della Camera, all’unanimità, nel luglio dello scorso anno, è arrivato l’ok unanime dal Senato. Il provvedimento, è inteso come riconoscimento per tutti coloro che hanno sacrificato la vita per difendere il diritto dei cittadini a essere informati.

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione unanime della legge: “Un riconoscimento dovuto e atteso da molti anni. Da oggi in poi, ogni 3 maggio, l’Italia renderà omaggio a tutti quei giornalisti che hanno perso la propria vita per garantire il diritto dei cittadini ad essere informati, facendo arrivare i nostri occhi dove altrimenti non sarebbero arrivati, in Italia come all’estero.

Penso a figure come Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Giancarlo Siani, Walter Tobagi, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Andrea Rocchelli, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz. Uomini e donne che hanno messo la propria passione e la propria professionalità al servizio di tutti noi, e che tutti noi abbiamo il dovere di onorare”.

La Sicilia ha pagato il tributo più pesante con i suoi otto giornalisti uccisi dalla mafia, che l‘UCSI nel suo Congresso regionale ha proposto di insignire della Medaglia d’Oro al Valore Civile, e a Palermo mercoledì 6 maggio l‘Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice presso la parrocchia San Francesco di Sales (Patrono dei Giornalisti) in via Notarbartolo n. 52, presiederà la Celebrazione proposta dall’Ucsi Palermo (Unione cattolica stampa italiana) e dall’UfficioDiocesano per le Comunicazioni Sociali-Ufficio Stampa dell’Arcidiocesi di Palermo.Sarà un’occasione per onorare il sacrificio degli 8 giornalisti siciliani uccisi dalla mafia (Cosimo Cristina – 1960, Mauro De Mauro – 1970, Giovanni Spampinato – 1972, MarioFrancese – 1979, Peppino Impastato – 1978, Giuseppe Fava – 1984, Mauro Rostagno – 1988 e Beppe Alfano – 1993) e per pregare per tutti i giornalisti che, nel mondo, sono perseguitati oimprigionati a causa dello svolgimento del proprio dovere.

I dirigenti della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa) non hanno mancato di sottolineare le difficoltà che condizionano il lavoro quotidiano dei giornalisti nel nostro Paese.

Ringraziamo il Parlamento per aver istituito la Giornata in ricordo dei giornalisti morti a causa dello svolgimento del loro lavoro. La Fnsi li onora e li ricorda in ogni momento -rileva Alessandra Costante, Segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana- Ma vorrei ricordare al Parlamento che i giornalisti vivi attendono da anni un provvedimento su equo compenso dovendo fare i conti con un precariato selvaggio e redditi al di sotto della soglia della povertà; e da anni, tra le altre cose, attendono la cancellazione del carcere per le querele per diffamazione e una norma contro le querele temerarie, bavaglio alla libertà di stampa”.

Per il presidente Fnsi, Vittorio Di Trapani, è “giusto celebrare chi ha donato la vita per il diritto dei cittadini a essere informati. Ma la scelta della data è un errore”, perché “in questo modo il messaggio che passa è che in Italia la libertà di stampa da onorare è quella dei giornalisti uccisi. E invece quella rivendicata dai giornalisti vivi la imbavagliamo”. Da qui l’augurio che vi siano “la stessa celerità e la stessa ampia maggioranza parlamentare”, ad esempio, per recepire il Media Freedom Act o introdurre l’aggravante per i reati contro gli operatori dell’informazione.

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