Eresia ed eretici per vocazione e consapevole umanità (un flusso di coscienza)

Tonino Cala
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Noi siamo umani e resistiamo! Il nostro motto è “resistere per essere umani“.

Nel tempo della banalità del male, la vera trasgressione è quella di credere nel proprio matrimonio e amare la propria moglie. La vera dissacrazione e trasgressione oggi è credere nella sincera amicizia e nelle relazioni umane che contano e che sono sincere, senza nulla a pretendere.

La vera trasgressione è quella di non seguire le mode passeggere e di trovare il coraggio di criticare il potere e i suoi derivati tossici dell’economia e della finanza. La vera dissacrazione è la capacità d’amare in una società povera di umanità e di sana pietà. Noi siamo umani e resistiamo! Il nostro motto è “resistere per essere umani”. Altro non sappiamo.

A modo mio credo in qualcosa e credo per non cadere nel nichilismo che tutto distrugge. Qualcosa c’è. Non mi sento materia animata da materia. Freud sbagliava. Noi non siamo materia sessuale per i vermi.

Ero cresciuto e, maturando, avevo eliminato tutte le cattive abitudini e tutti i modelli negativi che avevo tentato di imitare.  Poi il tempo. Il tempo era una gabbia, il tempo era una prigione psicologica. E mi ero liberato anche del tempo, dell’assillo del tempo. Non mi sentivo più ricattato dal tempo che passa e dalla morte che ci nullifica!

Rimanevano i ricordi ma i ricordi non erano più un peso. Ricordare non mi faceva soffrire. Avevo ritrovato un intimo e buono rapporto con me stesso. Mi ero liberato delle zavorre passate e presenti. Mi sentivo svuotato e senza agganci, libero dentro di me. Il tempo era volato via.

All’incontro di un recital di poesie, l’intervistatrice mi chiedeva: “Nelle sue poesie ho avvertito il rimpianto per le cose perse e la nostalgia per il passato che non sono la stessa cosa!”. Ed io ho risposto: “E’ vero ma quel libro risale al 2007, prima che morissero i miei genitori, soprattutto mio padre che è morto nel 2008. In quel momento le mie poesie esprimevano quello che dice lei. Oggi rimane solamente un lontano ricordo di quel distante tempo passato”.

Quando le persone si prendono troppo sul serio ci si può preoccupare! Senza l’autoironia l’essere umano è saccente e presuntuoso, a volte può anche essere odioso. Conosco bene l’uomo e la condizione umana, per cui non mi illudo su nessuno e sugli altri mantengo una ragionevole riserva.

So anche che esistono persone generose e disinteressate. A queste noi parliamo!

So che parlo della condizione umana, forse esistenzialista come Jean Paul Sartre, e senza illusioni come Schopenhauer e Freud. So che la vita è fatta di pochi momenti felici, di piccole gioie che si provano anche per irrilevanti sciocchezze. La morte, la sconfitta eterna dell’uomo ci fa pensare ad un’esistenza mortale finita e senza appello, senza un giudizio finale, senza un al di là impossibile che ci sembra un al di qua concreto e perenne.

Anche se si dovese chiamare Manitù, l’energia invisibile c’è, c’è il vuoto quantico che genera la vita e il movimento, il vuoto che si fa presenza spirituale e ci dice: non è a caso, non è per caso.

Un vuoto che è già pienezza del vivere, come l’ombra che genera la luce e che fa esclamare ad Albert Einstein: Dio esiste! E per noi non gioca a dadi!

Anche nella peggiore delle ipotesi, tra fede e scienza, abbiamo ritrovato la nostra umanità, con la grazia e senza la grazia divina, perché noi umani dal divino proveniamo e i miracoli facciamo per nostra innata virtù.

Tonino Calà

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