Mercoledì 29 ottobre si è svolto a Caltanissetta, presso il Liceo scientifico “Alessandro Volta”, un importante evento per celebrare l’Ottocentenario del Cantico delle creature di Francesco d’Assisi.
Ospite dell’incontro è stato lo scrittore Pietro Maranesi, frate cappuccino e professore di Storia e Teologia francescana e medievale nella Licenza in Teologia e Studi francescani dell’Istituto Teologico di Assisi e presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma.
L’iniziativa è stata promossa dall’Ufficio cultura e Pastorale della Scuola della Diocesi di Caltanissetta, in collaborazione con le fraternità dell’OFS di Caltanissetta e con il dirigente scolastico Vito Parisi dell’IIS “Alessandro Volta” di Caltanissetta.
L’appuntamento ha visto protagonisti i ragazzi delle terze classi del “Volta” che, guidati dai docenti di Lettere, coordinati dalle proff. Ilaria Castiglione e Daniela Giacchetto, hanno approfondito lo studio del Cantico, quale primo testo poetico della letteratura italiana.
Ha aperto l’incontro la prof. Carmela Capobianco, docente di Italiano e Latino, dando il benvenuto agli intervenuti, Don Alessandro Rovello direttore dell’Ufficio cultura della Diocesi, Fra Enzo Marchese del Convento dei Cappuccini di San Michele e Gemma Venniro, ministra OFS.
La docente ha sottolineato la finalità educativa del progetto, che ha preso avvio da un intento delineato dal Collegio Docenti all’inizio dell’anno scolastico: “restare umani”, un richiamo attuale che viene trasmesso pienamente tra le righe del Cantico di Francesco d’Assisi.
A seguire, ha preso la parola il Dirigente scolastico Vito Parisi, che ha ringraziato gli ospiti esprimendo parole di apprezzamento per lo scrittore Pietro Maranesi, che, mediante la sua ventennale ricerca sui testi francescani tramandati fino ad oggi, attraverso un approccio storico-critico, fa emergere l’umanità e l’attualità del santo di Assisi. La lettura del Cantico può offrire spunti per gli alunni nell’ambito dell’educazione civica, dell’orientamento e nell’elaborazione di scelte responsabili in rapporto al creato. Leggere il Cantico vuol dire anche dare valore alla natura e, con la recente enciclica Laudato si’, anche il compianto Papa Francesco ha parlato della cura del creato inteso come “casa comune”.
Pietro Maranesi prendendo la parola ha mostrato il codice 338, il più antico documento che riporta la trascrizione del Cantico, una pergamena che tra le righe presenta spazi vuoti che lasciano pensare all’intento di riportare indicazioni sulla musica che accompagnava il Cantico, ma che non ci è mai pervenuta.
Dopo la lettura recitata del Cantico, effettuata dagli studenti della III B, preparati dalla prof. Daniela Corvo, lo scrittore ha illustrato la prospettiva triangolare del Cantico, uomo-Dio-creature e ha evidenziato i termini “fratello e sorella”, oggi davvero necessari per passare da una logica individualista ad una nuova prospettiva di pace.
Gli alunni sono stati coinvolti nella formulazione di domande da porgere a Fra Pietro, il quale ha risposto scendendo in platea e avvicinandosi al linguaggio e alle modalità dei giovani. Molto apprezzata è stata l’esecuzione del brano Il cantico delle creature di A. Branduardi tratto dall’album “L’infinitamente piccolo”, preparato da alcuni alunni delle classi III C e III S: al pianoforte Sofia Fulco, Gioele Pastorello all’eufonio, alle chitarre Filippo Amico e Gabriele Cortese insieme alla prof. Capobianco, con le voci di Elide Alessi, Annalisa Amico, Sofia Colore, Giuliana Gioè, Martina Iannello, Samira Messina, Marta Rizzo, Marco Taibbi, Ismaele Tripoli insieme alla prof. Daniela Giacchetto.
L’incontro, che ha visto anche la partecipazione di alcuni genitori delle classi terze, ha costituito un significativo momento culturale, sottolineando il valore formativo e universale della letteratura.

