Sutera, la Sindaca sfiduciata all’unanimità, il mandato si chiude dopo 913 giorni: «Mozione viscida. Io non ho ceduto a richieste inaccettabili»

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L’atto d’accusa: «Ha creato astio e scontri. Fugge dal confronto e non ha mai dialogato con il Consiglio»

In una gremita sala degli ex Agonizzanti (con più di 100 persone) alle 14.01 di ieri è decaduta la sindaca di Sutera Giuseppina Catania, e con lei la Giunta comunale e il Consiglio dopo la mozione di sfiducia votata al termine di quasi 3 ore di dibattito. La mozione era stata presentata dall’intero Consiglio comunale, maggioranza e minoranza. Resta in carica il vice sindaco Onofrio Paolino Magro fino all’arrivo del commissario. Sutera dovrebbe andare al voto la primavera prossima.

Mozione approvata all’unanimità dei consiglieri presenti: il presidente Giuseppe Carrubba, i consiglieri di minoranza Carmela AlongiCarmelo SalamoneOnofria Marina Malta, quelli di maggioranza Maria IppolitoSalvatrice MazzaraAssunta SanfilippoAdriana LombardoSalvatore Difrancesco; era assente Patrizia Montalto Monella. Dopo 2 ore e 53 minuti di discussione, in 30 secondi i consiglieri hanno votato la sfiducia, in una sala consiliare con i sostenitori della sindaca Catania e sostenitori dei consiglieri.

Finisce a metà dunque il mandato di Giuseppina Catania, eletta il 23 maggio 2023. Dopo 2 anni e mezzo913 giorni, si conclude l’incarico della prima sindaca donna di Sutera, eletta con un’ampia maggioranza, ottenendo 556 voti, sconfiggendo l’ex sindaco Grizzanti che ambiva al 3° mandato consecutivo. La resa dei conti, così può essere sintetizzata, ha visto il presidente Carrubba elencare in 33 minuti i 5 punti che hanno portato alla mozione di sfiducia. Il memoriale della sindaca, oltre 40 pagine, è stato enunciato in 1 ora e 19 minuti; poi una sospensione dei lavori per 10 minuti e l’intervento dei capigruppo di maggioranza Maria Ippolito e di minoranza Carmelo Salamone. Infine il voto.

La mozione di sfiducia è stato un atto condiviso da tutto il Consiglio comunale. Un’azione frutto di una lunga e profonda riflessione, dovuta a tutte le criticità affiorate in questi 2 anni e mezzo. È venuto meno il vincolo fiduciario tra Consiglio e sindaca. Tutto è stato sintetizzato in un corposo documento, con la mozione letta dal presidente Giuseppe Carrubba, figlio dell’ex sindaco Carrubba. «Sono 5 i punti che ci hanno portato a questa mozione, meditata, riflettuta, pensata – ha detto Carrubba –. È venuto meno il programma elettorale, la sindaca anziché la pace sociale ha creato astio e scontri, animando la guerra fredda. Si è evidenziato il disaccordo politico, è venuto a mancare il principio democratico. È mancata la collaborazione e il dialogo, una sindaca che fugge dal confronto, ha un atteggiamento di sfida e di sfregio al Consiglio. Più volte il sindaco ha abbandonato l’aula consiliare, troppe interrogazioni senza risposte. Il 3 ottobre l’ultimo atto di disprezzo al Consiglio. È stata una gestione inefficiente e inadeguata, frutto di scelte amministrative autonome del sindaco. Un sindaco che ha fatto 2 provvedimenti disciplinari e 3 contenziosi. Sindacatura senza pianificazione e programmazione. Scelte fatte nella stanza dei bottoni, senza considerare il Consiglio».

La risposta della sindaca Catania è stata emozionata, spesso con la voce singhiozzante, esprimendo con orgoglio il suo lavoro. «Mi scuso per l’attuale situazione sconcertante – ha detto Giusy Catania – voluta da una parte che non rispetta la volontà popolare. È una mozione di bugie e falsità, da un lato un sindaco e una Giunta dedita al lavoro, dall’altro una ex maggioranza che non ha mai fatto proposte costruttive. Una mozione ridicola, viscida, frutto della rabbia, livore, superbia, astio di qualcuno che ha temuto il nostro successo. La mia colpa non avere ceduto a richieste inaccettabili, di non essere stata quella Giuseppina nel paese delle meraviglie evocata da qualcuno. I nostri successi sono tanti, a cominciare dall’aver ridotto un disavanzo di 74 mila euro in un avanzo di 155 mila euro, recuperando 224 mila euro. L’ultimo è stato il presepe con più ospiti, 7.954 e con più incassi, 55.580 euro».

Il capogruppo di maggioranza Maria Ippolito ha evidenziato quello che ha definito «l’atto di responsabilità, facendo valere il principio di democrazia». Per il capogruppo di opposizione Carmelo Salamone la sfiducia è un atto politico, «che mette fine alle turbolenze di questo mandato elettorale. Una sindaca che non ha onorato la fascia, che ha provocato scissione e acredine. Una sindaca che ha tradito la fiducia di tutti».

Gandolfo Maria Pepe La Sicilia 22 novembre 2025

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