Jasmine

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di Tina Duminuco

JASMINE
Lampedusa 14 -12 2024

Ora è buio, ma nero nero, come non l’ho visto mai.
Nero e freddo, bagnato dappertutto, non sento più i piedi su e giù per queste onde che non si
fermano mai. Su e giù, ma quando l’acqua mi copre il viso chiudo la bocca per non bere questo
orrido mare salato.
Ho sete e c’è tanta acqua inutile, le labbra e gli occhi mi bruciano. Ho sete, ho fame, ho paura…
“Ma dove siete tutti? Dove siete? “

Perchè non sento più la voce di mio fratello? Era qui mi toccava, mi parlava, forse è più avanti e mi
aspetta.
“Arrivo. Non te ne andare, aspettami, sono qui. Non mi senti? Rispondi per favore. Sempre vuoi
scherzare con me che sono piccola, mi prendi in giro. Non ti nascondere. Aspettami ora arrivo”.
Alzo gli occhi, mi tengo forte per non scivolare, in alto ci sono tante stelle, luccicano e sono cosi
belle che mi viene da piangere. Anche da casa mia si vedevano le stelle, ma io non stavo li a
guardarle per tutta la notte. Io dormivo. Adesso le vedo bene e non piango più. Le guarderò per non
dormire e non pensare a mio fratello che non mi risponde.
E a mio padre che mi ha messo su quella barca con le lacrime agli occhi.
E a mia madre…
Luccicano stelle a grappoli e pianeti solitari, ognuno sulla la sua strada misteriosa cammina… e
passa il tempo.
Da quanto sono qui? Non so più se un giorno o un mese, un tempo infinito e freddo.
Lassù ci sarà qualcuno che mi vede cosi lontana in questo mare che non finisce mai?
Anche nell’acqua cosi nera ogni tanto luccica qualcosa, forse un riflesso o forse un lampo.
Ora il cielo si è coperto di nuvole ed ogni luce è scomparsa inghiottita dal buio.
Voglio dormire su queste onde che non si fermano mai, sono stanca! Chiuderò gli occhi solo per un
un minuto e poi continuerò a cercare mio fratello.
Non dormirò!
Grido più forte e grido a questo mare dannato che mi risponde con la sua voce possente. Ruggisce
come un leone. Poi canta con la voce delle sirene, vecchie e cattive sempre lì con i loro capelli verdi
a tirarmi le gambe per portarmi via.
Non mi avrete. Muovo più forte i piedi per non congelare, ma con le mani mi tengo forte.
Non mi avrete sirene polipi meduse e squali. Io sono forte e invincibile non mi lascerò trascinare
dentro il vostro mondo liquido e nascosto.
Il cielo piano piano si scolora, forse verrà il sole tra poco e col sole si vedranno tutte le persone che
erano sulla barca .
Si mi vedranno , sentiranno la mia voce verrà qualcuno a salvarmi.
L’orizzonte rosa giallo bianco celeste blu.
L’acqua rosa gialla celeste blu e sempre solo onde alte e fredde.
E non c’è più nessuno .
Ma dove siete tutti? Perchè non c’è nessuno?
Grido più forte. “Aiuto sono qui…”
Un puntino piccolo. Una testa riccia e nera aggrappata ad una gomma nera.
Nel mare ancora nero.
Lassù dall’alto ti vedevano le stelle, ti vedevano e forse hanno avuto pietà.
Un raggio di luce obliquo ha tagliato le onde ed ha incontrato i tuoi occhi spalancati. Tra le urla del
mare rabbioso la tua voce ha attraversato la paura, ha sconfitto la notte e piegato la sorte ad un
nuovo destino.
Ti meriti un futuro bambina, te lo sei guadagnato.

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