Antonietta Intilla, una donna che ha aperto strade nuove a Caltanissetta

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È stata una di quelle donne che hanno aperto strade nuove a Caltanissetta: Antonietta Intilla, avvocata, docente di diritto, ha lasciato questo mondo a 103 anni dopo un’esistenza dinamica, sempre un passo avanti rispetto al suo tempo.

Aperta al dialogo anche se le sue convinzioni erano solidissime e contro-corrente, armata di ironia, con un sorriso accogliente ma senza fare sconti a nessuno, ha rappresentato l’intelligenza e la forza delle donne nissene sin dall’adolescenza, quando si impegnava nelle manifestazioni sportive regionali e nazionali con una capacità di leadership trascinante.

Nata a Caltanissetta il 2 aprile 1922, decise di iscriversi all’università in Giurisprudenza, quando per le ragazze non era affatto di moda, e fare i primi passi nella professione forense. Divenne procuratore legale l’11 novembre 1953 e avvocata il 14 giugno 1963, e lavorò in studio con i grandi avvocati Siciliano, Luigi Petitto, Trigona della Floresta e Del Rio. Sceglie poi di dedicarsi all’insegnamento e diventa una colonna dell’Istituto Commerciale “Mario Rapisardi”.

Ancora nel dopoguerra per una signorina di buona famiglia la scelta di lavorare fuori casa era considerata con perplessità, se non con sospetto, ma per lei era la garanzia della sua indipendenza di donna e di persona, che ha difeso sempre senza condizionamenti, scegliendo anche di non sposarsi e di rimanere sempre pienamente padrona di se stessa.

Personalità brillante, socievole, a partire dalla famiglia ricca di tante sorelle e nipoti, con un fratello che, trasferitosi a Messina, diventa uno degli editori più importanti della Sicilia, per diverse generazioni è stata riferimento per le donne nissene, guardata con rispetto e soggezione dagli uomini, che temevano la sua ironia senza filtri e soprattutto la sua preparazione professionale.

Sarebbe giusto che la Città la ricordasse adeguatamente, anche se lei non ha mai cercato riconoscimenti. Spirito libero, fino in fondo.

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