All’alba di ieri, nel silenzio carico di attesa del mattino nascente, la comunità di Serradifalco si è ritrovata per la celebrazione della Santa Messa Rorate, presieduta dall’Arciprete don Biagio Biancheri, nella Chiesa Maria SS. dei Sette Dolori, solennemente dedicata lo scorso 7 dicembre mattina, da S.E. Mons. Mario Russotto.
Un appuntamento che, per il terzo anno consecutivo, rinnova una tradizione tanto semplice quanto profondamente significativa, capace di toccare il cuore e risvegliare il senso autentico dell’Avvento.
La celebrazione si è svolta quasi interamente al buio, illuminata solo dalla luce delle candele. Un segno forte, essenziale, che ha aiutato i tanti fedeli presenti a entrare in un clima di raccoglimento e di preghiera profonda, lasciandosi avvolgere dal silenzio e dalla sobrietà propri di questo tempo liturgico. In quell’atmosfera sospesa, la comunità ha fatto esperienza dell’attesa vigilante, aprendosi interiormente alla Luce che viene, Cristo Signore.
La Messa “Rorate” prende il nome dall’antifona di ingresso “Rorate caeli” ed è una celebrazione mariana tipica del tempo di Avvento, tradizionalmente celebrata alle prime luci dell’alba. Dal punto di vista teologico e simbolico, essa richiama l’attesa del Messia da parte dell’umanità e, in modo particolare, l’attesa fiduciosa e obbediente della Vergine Maria.
Maria, infatti, è la figura che guida e accompagna questo cammino: donna dell’ascolto, del silenzio e della disponibilità totale al progetto di Dio. Nella Messa Rorate, la Chiesa contempla in lei il modello dell’attesa credente, quella che non è passiva, ma colma di speranza e di fiducia. Come Maria ha accolto nel suo grembo la Luce del mondo, così ogni battezzato è chiamato a preparare il proprio cuore per accogliere Cristo che viene.
La celebrazione all’alba diventa così un segno eloquente: il buio della notte che lentamente cede il passo alla luce del giorno richiama il passaggio dalle tenebre alla salvezza, dalla promessa al compimento. È un invito a riscoprire l’essenzialità della fede, a fermarsi, a vigilare, a lasciarsi illuminare dalla presenza di Dio che entra nella storia con mitezza e umiltà.
– Don Biagio, che significato ha per la comunità di Serradifalco la Messa Rorate?
“È una celebrazione che educa il cuore all’attesa vera. Celebrarla all’alba, nel silenzio e nella luce delle candele, ci aiuta a comprendere che Cristo viene nella discrezione e chiede di essere accolto con vigilanza e semplicità“.
– Perché riproporla per il terzo anno consecutivo?
“Perché è un’esperienza che parla da sola: coinvolge, raccoglie, fa pregare. È bello vedere la comunità alzarsi presto per incontrare il Signore e affidarsi a Maria, Madre dell’attesa e della speranza ed è bello che ci sia anche una buona partecipazione di giovani”.


