Caltanissetta – Dopo l’ottimo riscontro di pubblico e critica registrato nei primi due appuntamenti della Rassegna Teatrale Nazionale “Atto 150 – Sei sogni a teatro”, il Teatro Regina Margherita di Caltanissetta si prepara ad accogliere il terzo spettacolo in cartellone: “Il viaggio del papà”, scritto e interpretato da Maurizio Casagrande, in scena insieme a Ania Cecilia, Michele Capone, Giovanni Iovino e Arianna Pucci.
Un racconto originale e coinvolgente che intreccia commedia, riflessione civile ed elementi simbolici, conducendo lo spettatore in un viaggio al tempo stesso fisico e interiore. Al centro della narrazione c’è il rapporto complesso tra un padre e un figlio che, pur legati dall’affetto e dall’abitudine, vivono da sempre in mondi opposti e incapaci di comunicare davvero.
Il padre, imprenditore pragmatico e spregiudicato, avrebbe voluto un figlio simile a lui, concreto e orientato al successo. Il figlio, al contrario, è un sognatore, sensibile e distante da quella visione del mondo, alla ricerca di un padre più aperto e meno giudicante. Due universi che si tollerano senza comprendersi, fino alla decisione di affrontare insieme un viaggio con la speranza di abbattere il muro che li divide.
L’esperienza condivisa viene però sconvolta da un incidente che li costringe a confrontarsi con una realtà straordinaria, trasformando il viaggio in una prova di sopravvivenza. Naufraghi su un’isola fuori dal tempo, padre e figlio si ritrovano a dover collaborare per salvarsi, scoprendo un luogo anomalo, costruito dai rifiuti e dalla plastica accumulata negli oceani, simbolo potente delle contraddizioni del nostro presente.
In questo scenario emerge anche una presenza sovrannaturale che, attraverso la musica – intesa come linguaggio universale – chiederà il loro aiuto, introducendo un ulteriore livello di lettura che unisce fantasia, allegoria e riflessione ambientale. Il racconto si sviluppa così come una metafora del nostro tempo: siamo spesso “isole” in un mare di solitudine, desiderosi di essere compresi ma poco disposti ad ascoltare, diffidenti verso il diverso e incapaci di riconoscere il valore delle differenze.
Con la sua cifra stilistica inconfondibile, Maurizio Casagrande alterna momenti di comicità a passaggi più intimi e profondi. La risata diventa strumento per affrontare temi complessi e attuali, senza mai perdere leggerezza. «Far ridere è la mia missione principale – afferma Casagrande – ma se nel farlo riesco ad accendere anche una piccola riflessione, allora sono davvero felice. In fondo, il papà è il nostro primo eroe».


