Il Dirigente Generale della Protezione Civile Regionale Ing. Salvatore Cocina nella giornata del 16 gennaio 2025 ha diramato attraverso i canali social WhatsApp (chat gruppi Sindaci, operatori e volontari) in modo particolare, il seguente comunicato
«Oggetto: Preallertamento per condizioni meteorologiche avverse ⚠️
– Ai Sindaci, e ai Responsabili di Protezione Civile.
Dalle prime mattinate di lunedì 19 gennaio è prevista una fase di maltempo di forte intensità, caratterizzata da venti forti o di burrasca dai quadranti orientali (Levante e Scirocco), precipitazioni abbondanti e mareggiate di forte intensità, in particolare lungo le coste ioniche
Nelle more dell’emissione degli Avvisi meteo ufficiali, si ritiene opportuno procedere a un preallertamento preventivo di tutte le strutture operative, al fine di consentire un’adeguata preparazione per il possibile verificarsi di severi eventi idrogeologici avversi. Si raccomanda pertanto di attivare con immediatezza la preparazione delle proprie strutture operative e la verifica e predisposizione dei possibili interventi, con particolare riferimento a:
- punti critici soggetti a rischio idrogeologico (sottopassi, pendii, impluvi, torrenti, attraversamenti stradali, ecc.), con rimozione di eventuali ostruzioni e predisposizioni di interdizioni;
- cartellonistica pubblicitaria e segnaletica stradale;
- alberature, pali e tralicci; -coperture leggere e strutture temporanee;
- strutture temporanee e infrastrutture esposte a possibili mareggiate.
Si invita inoltre a:
–allertare il personale comunale e le Organizzazioni di volontariato di Protezione Civile per un eventuale pronto impiego;
-predisporre il presidio dei punti a rischio e l’apertura dei COC;
–informare la popolazione sui principali punti di rischio e sui comportamenti precauzionali da adottare raccomandando di evitare spostamenti o permanenze in aree a rischio -mantenere costanti collegamenti con le Sale Operative dei Vigili del Fuoco, del 118, della Protezione Civile e con le Prefetture competenti.
Nelle more dei dovuti aggiornamenti previsionali, si confida nella massima attenzione e collaborazione.»
L’avviso regionale di Protezione Civile per il rischio meteo-idrogeologico ed idraulico «esce» dal Centro funzionale decentrato – idro del Dipartimento Regionale Sicilia della Protezione Civile, ogni giorno ed è diramato con doppia validità:
dalle ore 16,00 fino alle ore 24,00 dello stesso giorno e dalle ore 0,00 fino alle ore 24,00 del giorno successivo.
L’avviso-idro di protezione civile non è un semplice avviso meteo e riguarda i seguenti rischi:
IDROGEOLOGICO: ovvero gli effetti al suolo sia di natura geomorfologica (frane), sia di natura idraulica (esondazioni, allagamenti) anche nelle aree urbane; particolare rilevanza assumono le precipitazioni in ambito urbano: piogge di breve durata ed elevata intensità, anche con quantitativi cumulati non rilevanti, che possono determinare criticità notevoli qualora non siano adeguatamente drenate dai sistemi di smaltimento cittadini;
IDRAULICO, ovvero i possibili effetti al suolo di natura idraulica (fenomeni alluvionali). La previsione del rischio idraulico da parte del CFD-Idro non può tenere conto di eventuali condizioni critiche locali dovute, ad esempio, ad ostruzioni delle luci dei ponti o altre anomalie idrauliche, che possono determinare criticità più rilevanti rispetto alle elaborazioni teoriche;
METEOROLOGICO, ovvero quello legato a fenomeni quali le grandinate, i rovesci o temporali, le mareggiate, le trombe d’aria, i quali, avendo generalmente uno sviluppo locale e improvviso, non rientrano nei consueti canoni delle previsioni meteorologiche quantitative, nel senso che non è possibile conoscere se, quando, dove e con quale intensità essi si possono verificare, pur essendo in presenza di previste situazioni di instabilità meteorologica. Tali fenomeni, aggravati dal riscaldamento globale in atto, si manifestano con eventi violenti che, specie nei contesti urbani, caratterizzati da elevata antropizzazione, possono causare effetti al suolo più significativi rispetto a quanto teoricamente prevedibile.
Occorre precisare che gli eventi estremi, ormai sempre più frequenti per effetto del cosiddetto «riscaldamento globale», si manifestano con precipitazioni temporalesche, anche molto localizzate, di entità e intensità capaci di sfuggire agli attuali modelli previsionali.
Fenomeni spesso accompagnati da venti di forte intensità, che possono riversare al suolo quantità di piogge rilevanti in tempi brevi (rovesci e temporali), alimentano deflussi idraulici fortemente impattanti sul territorio e possono innescare rapidi movimenti gravitativi (frane e colate di fango) lungo i pendii più acclivi, con gravi effetti al suolo riconducibili ai meccanismi delle «alluvioni lampo».
In questo contesto il termine giornalistico ormai diffuso nella comunicazione mediatica di «bomba d’acqua» non rende esattamente gli effetti, sia tecnici che operativi, di questi fenomeni «naturali». Diventano tali (verosimilmente devastanti) a seguito della non corretta gestione e/o utilizzazione del territorio con le invasioni antropiche di necessità (inserimento di infrastrutture) che spesso non considerano gli effetti equilibrativi di risposta dell’ambiente (naturale) dando origine a quegli eventi di risposta (naturali) che poi definiamo correntemente come accadimenti calamitosi!
Per queste motivazioni, l’Avviso-Idro contiene, informazioni finalizzate ad allertare il sistema di protezione civile ai diversi livelli territoriali, partendo da quello locale (comunale), per consentire l’attivazione di misure specifiche.
Tali misure, da prevedere nei piani di emergenza locali, devono tenere conto in particolare della vulnerabilità del contesto geografico esposto (aree urbanizzate piuttosto che zone rurali), dei tempi necessari alle misure di contrasto, nonché della natura probabilistica della previsione in generale e della maggiore incertezza previsionale legata ai fenomeni temporaleschi in particolare.
All’incertezza della previsione si associa, inoltre, la difficoltà di disporre in tempo utile di dati di monitoraggio strumentali per aggiornare la previsione e gli scenari d’evento, data la rapidità e la ristretta localizzazione con cui possono evolvere tali fenomeni.
In linea con le raccomandazioni del Dipartimento Regionale di Protezione Civile e sulla base della conoscenza degli scenari di rischio individuati e definiti nei piani di protezione civile, gli Enti competenti alla gestione del territorio e delle infrastrutture devono:
- garantire l’efficienza delle reti di smaltimento delle acque meteoriche;
- predisporre, ove necessario, dispositivi di chiusura o limitazione della viabilità in occasione di eventi meteo avversi;
- monitorare costantemente i sottopassi e attivare la loro chiusura in caso di rischio di allagamento;
- interdire la circolazione su infrastrutture a rischio in presenza di condizioni meteorologiche critiche.
Questi interventi risultano tanto più doverosi in quei contesti in cui si siano già verificati eventi calamitosi con conseguenze per persone o beni.
L’Avviso-Idro e i contenuti del Piano di Protezione Civile devono essere adeguatamente comunicati alla popolazione, al fine di promuovere una diffusa consapevolezza della vulnerabilità del territorio e favorire un percorso culturale orientato alla prevenzione.
La comunicazione deve comprendere non solo l’informazione formale, ma anche azioni continuative di sensibilizzazione, da realizzarsi anche mediante esercitazioni e attività di formazione pubblica, con lo scopo di diffondere la conoscenza delle misure di auto-protezione (le cosiddette “buone pratiche“) e di evitare comportamenti potenzialmente pericolosi per la vita delle persone e l’integrità dei beni.
I Piani di protezione civile non sono semplici elaborati burocratici.
La normativa, tra l’altro, prevede che tali piani devono essere coordinati con i piani e programmi tecnico-economico-sociale, perché, in buona sostanza, devono riguardare la sicurezza e la capacità di resilienza dei cittadini e la salvaguardia del contesto economico sociale.
Salvatore Maria Saia



