“Eppure il vento soffia ancora”

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di Tina Duminuco

“EPPURE, IL VENTO SOFFIA ANCORA”

(Pierangelo Bertoli)

“Papà cos’è il vento?”

“La bassa pressione che si scontra con l’alta pressione, le correnti di aria cald…”

“Mamma… cos’è il vento?”

“E’ Gesù che soffia…”

“Ma non può essere, perché Gesù è dalle monache dell’asilo che gli hanno messo i chiodi per non farlo cadere!”

Ci guardiamo ugualmente sconfitti difronte alla logica del nostro bambino di tre anni che resterà col dubbio sull’origine del vento. Né la scienza né la poesia riescono a spiegare veramente cos’è il vento per gli uomini, per gli animali, per le piante…

Cioè, si conoscono i fenomeni e si possono spiegare razionalmente, oggi si possono anche prevedere con grande percentuale di sicurezza. Ma conoscere non può spiegare le sensazioni, le emozioni, che questo fenomeno può generare… né ti può salvare veramente.  

Non sempre ti puoi salvare se sei su un’impalcatura al decimo piano mentre soffia la Bora… Se stai passando sotto un balcone quando vola un vaso di fiori. Se sei uno scricciolo nel posto sbagliato mentre Lui passa di là con la sua forza devastatrice.  

Il vento (ma sarebbe più esatto dire i venti) si manifesta in mille modi e tanti sono i nomi con cui si fa chiamare. Crea e distrugge con la stessa inconsapevole grandezza.

Zefiro così dolce quando ti accarezza i capelli portandoti il profumo della ginestra e delle rose. Così fresco quando ti spruzza in viso l’acqua del mare e l’odore della salsedine. Quando soffia sulla pelle candida della Venere nascente. Ma di colpo si trasforma in dispettoso birbante che ti soffia la sabbia sugli occhi facendo volare ombrelloni e seggiolini, trasformando la tua pelle unta in una… fettina panata.

Sa essere tenero e gentile, quando porta i semi e le spore a fecondare e generare nuova vita o quando accompagna le piccole api a trovare il polline.

Accarezza sui fianchi le montagne

E sussurra canzoni tra le foglie

Bacia i fiori, li bacia e non li coglie.”

Sospinge le vele bianche a conquistare il mare con forza e potenza e le barche scivolano sicure sulle onde.

Oppure è gelida tramontana tagliente e ti porta nelle ossa il freddo delle montagne innevate che si stagliano lì, lontane, sul cielo azzurro e tu respiri l’aria dei boschi imbiancati, ne senti quasi l’umore:

 “Si avvicina il Natale” – pensi, e senti già l’odore dei mandarini.

Scompiglia i vestiti ed i pensieri delle mamme, il suo rumore turba il sonno dei bambini ed i cani si nascondono agitando la coda.

Tremano le tegole sul tetto, cercando di tenersi tra loro per non lasciare esposti quegli uomini che con pazienza e perizia le hanno allineate.

Tremano le pecore accovacciate sull’erba scaldandosi in gruppo con il muso tra le zampe.  

Tremano i pinguini sul ghiaccio polare stringendosi tra loro, per resistere ai suoi feroci morsi e proteggere amorevolmente quell’uovo prezioso sulle zampe.

  E gli Uomini Blu si coprono il viso quando il Ghibli nasconde il sole dentro una nuvola gialla, trasformando continuamente la forma delle dune.

Pregano i marinai quando soffia sulle onde sollevandole in alto, urlano perché si plachi e lasci che la barca torni alla riva. Pregano le mogli dietro la finestra e accedono lumini ai santi quando mulinelli e trombe d’aria insidiano la speranza.

Le mareggiate spazzano via i lidi e le strutture costruite sulle spiagge nell’estate che ride, distruggendo il lavoro di mesi. Il vento salato alza le grandi onde a sradicare gli alberi che formavano un’oasi di verde.

Imprecano i contadini quando i fiori, le gemme e i frutti tanto attesi prendono il volo sulle raffiche gelate. O quando lo Scirocco brucia e accartoccia viti e frutti succosi.

Piangono quando soffia forte portando il fuoco sulle spighe ancora da mietere o sugli alberi antichi di ulivo che si consumano come torce.

Scappano urlando gli animali che si bruciano al contatto dell’aria rovente, corrono e aspettano la pioggia, che non arriverà per salvarli.

Il vento passa, sulle strade intasate di macchine e smog, portando un soffio di aria fresca, un respiro pulito. Alza in alto sacchetti di plastica, arrotola giornali e spinge lattine rumorose sulle strade di periferia. Attorciglia, sui rami secchi degli alberi, festoni bianchi e trasparenti che sembrano veli di spose ma non lo sono…

Volano cartelli ed insegne come fossero piccioni

Volano aquiloni colorati sui tetti, inseguendo un sogno.

Volano in alto…

“Corre gara in volo con gli uccelli.

  Eppure il vento soffia ancora”

Tina Duminuco

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