“Infanzia negata”: prima classificata la 3B del liceo artistico Manzoni-Juvara di San Cataldo. L’arte come “rivolta silenziosa” contro la Guerra
Hanno conquistato il primo posto nella categoria grafica le studentesse della 3B dell’Istituto Manzoni-Juvara, alla 9° edizione del Concorso nazionale promosso dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, intitolato: “Infanzia negata: i bambini vittime della guerra, dal 1945 ai nostri giorni”.
Si tratta di Giorgia Dolcemascolo, Federica Falzone, Gaia La Cagnina, Gloria La Marca, Aurora Lipani, Maria Lo Brutto, Desya Pignato, Elena Podeanu, FrancescaTrobia. Le giovani artiste, che frequentano il corso di arti figurative del Liceo Artistico Statale F. Juvara, sede di San Cataldo, guidate dalla docente Sonia Cazzetta hanno partecipato alla cerimonia che si è svolta a Roma, lo scorso 3 febbraio, nel luogo simbolo delle vittime di guerra, l’Auditorium della Casa Madre dei Mutilati, in occasione della “Giornata dedicata alle vittime civili della Seconda Guerra Mondiale e di tutti i conflitti” e a cui hanno partecipato oltre 1400 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia per un totale di 684 opere pervenute.
La produzione grafica delle ragazze, intitolata “L’eco del gioco nel silenzio delle macerie“, ha affrontato il tema, dolorosamente attuale, dei bambini vittime di guerra, evidenziando il contrasto tra due dimensioni: le macerie, rappresentazione della triste realtà, e la bambina con la sua immagine speculare sul pavimento, quasi sospesa tra sogno e realtà, che non potendo salvare questo mondo, si rifiuta di accettarne l’assurdità come ultima parola. Così, il suo disegno infantile e puro, rappresenta una “rivolta silenziosa”. L’eco del gioco è ciò che resta quando tutto sembra perduto ed è ciò che impedisce al mondo di annientarsi.
Alla cerimonia, presentata dalla conduttrice e attivista Metis Di Meo, erano presenti numerose autorità tra cui l’on. Benedetto Della Vedova in rappresentanza del Presidente della Camera dei Deputati, il Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’on. Paola Frassinetti e il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Alla premiazione hanno, inoltre, partecipato il senatore Maurizio Gasparri, il senatore Dario Damiani, il generale Luca De Marchis e il Prefetto Fabrizio Orano.
Il presidente di ANVCG, Michele Vigne, ha posto l’accento sul rispetto delle norme del diritto internazionale umanitario per la protezione dei civili, denunciando come le violazioni sistematiche minino nelle fondamenta l’architettura del diritto umanitario.
Durante la celebrazione è stata presentata anche la ricerca “L’onda lunga della guerra” sulle conseguenze delle armi esplosive sulla vita dei civili a cura di Sara Gorelli, coordinatrice de “L’Osservatorio”, il centro di ricerca internazionale sulle vittime civili dei conflitti dell’Anvcg.
Uno dei momenti più toccanti è stata la testimonianza di Maryam Pezeshki, attivista per i diritti umani e delle donne di origine iraniana, e di Yara Abushab, studentessa di medicina originaria di Gaza. “Ascoltare le loro storie direttamente dalle loro voci – si legge in una nota – è stata un’esperienza di grande impatto, che ci ha permesso di comprendere che dietro le pagine dei libri di storia, gli eventi e le cronache ci sono persone reali: uomini, donne e bambini con le loro storie, le loro lotte e le loro speranze. L‘Istituto Manzoni-Juvara – si legge ancora -mira al raggiungimento dell’obiettivo fondamentale della scuola: formare menti pensanti, cittadini liberi e consapevoli, in grado di riconoscere la propria e l’altrui umanità. La scuola è anche motore di cambiamento: la nostra speranza è nelle giovani generazioni, che siano in grado di realizzare un mondo migliore, un mondo dove la guerra non sia mai più considerata uno strumento di risoluzione dei conflitti”.
La dirigente scolastica Rita Galfano, ha accolto con grande soddisfazione questo traguardo “che premia non solo il talento tecnico degli studenti della sede di San Cataldo, ma anche il loro impegno civile e la capacità di trasformare la riflessione storica in un linguaggio visivo potente e universale. Questo successo ribadisce il ruolo centrale dell’arte come strumento di educazione alla pace e di memoria attiva, portando l’eccellenza creativa siciliana nel cuore delle celebrazioni istituzionali della Capitale”.





