Speciale Settimana Santa. Le Ceneri

Francesco Daniele Miceli
3 Min Leggere

Il Caffè Quotidiano presenta: Speciale Settimana Santa

Una rubrica lunga quanto una Quaresima. 40 giorni di approfondimenti, curiosità, aneddoti, interviste…

Quaranta giorni. Il tempo necessario perché le storie tornino.

Racconteremo riti, simboli, famiglie, maestranze, memorie custodite nei cassetti e altre custodite nei cuori. Approfondimenti, curiosità, aneddoti e interviste: un viaggio dentro ciò che vediamo ogni anno… e dentro ciò che spesso non vediamo affatto.

Perché la Settimana Santa non dura solo pochi giorni: vive tutto l’anno, nascosta tra preparativi silenziosi e attese lunghissime.

Ci ritroviamo al nostro caffè quotidiano.

Mercoledì delle Ceneri

Una croce di cenere sul capo. Da oggi si apre una strada. Con il Mercoledì delle Ceneri la città entra nella Quaresima: quaranta giorni che non iniziano con un suono di festa ma con un gesto silenzioso, antico quanto l’uomo. Il sacerdote traccia la cenere e ricorda la fragilità della vita, mentre lo sguardo già si orienta verso la Pasqua.

Cospargersi il capo di cenere, infatti, non nasce col cristianesimo. Era il segno con cui i popoli antichi riconoscevano il proprio limite davanti al divino; un gesto di umiltà che attraversa secoli e culture ed è rimasto anche nel linguaggio comune — mi cospargo il capo di cenere. La tradizione cristiana ne amplia il significato: non solo pentimento ma verità, non solo colpa ma possibilità di ricominciare.

Dal Medioevo il rito non riguarda più pochi penitenti pubblici ma l’intera comunità: tutti fragili, tutti in cammino. Fu nel 1091 che Urbano II stabilì ufficialmente l’estensione del rito delle ceneri a tutti i fedeli, trasformando un gesto penitenziale in un segno universale della condizione umana.

A Caltanissetta questa giornata non resta confinata alla liturgia ma sembra mettere in moto un ciclo. Da oggi, e soprattutto nei venerdì quaresimali, i fogliamari scendono verso il Santuario del Signore della Città e le antiche ladate tornano a riecheggiare davanti a quel crocifisso niuru. Gesù Nazareno, protagonista della Domenica delle Palme, inizia il suo pellegrinaggio di chiesa in chiesa mentre gli attori della Scinnenza intensificano le prove. Ogni sabato la Cattedrale di Santa Maria la Nova accoglie i Sabatini dedicati alla Madonna e nelle ultime settimane di Quaresima ospiterà le Vare e le due varicedde, che prenderanno il posto delle grandi vare impossibilitate a varcare il portone. Poi il passaggio al Teatro Regina Margherita, dove il capitano uscente consegna simbolicamente le armi al capitano della Real Maestranza entrante.

Non ci sono ancora processioni né folla, soltanto cenere. Eppure l’aria cambia: è come se da oggi si aprisse lentamente il sipario su un tempo condiviso, una memoria collettiva che la città riconosce prima ancora di vederla. La Quaresima comincia così, sottovoce, ma tutti sanno già dove porterà.

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