Il PD chiede al Presidente Schifani di sfiduciare Tesauro come Sindaco e Presidente della Provincia!

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A seguito della Conferenza stampa che il Partito Democratico nisseno ha dedicato al tema della legalità e della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, programmata ben prima dei clamorosi arresti che hanno coinvolto l‘on. Michele Mancuso e Lorenzo Tricoli, è stato diramato un comunicato su questa vicenda, dai toni sorprendentemente prudenti, che suscitano alcune perplessità.
Il comunicato è firmato dalla Vicesegretaria Regionale On. Valentina Chinnici, dal Segretario Provinciale Renzo Bufalino, dal Consigliere comunale Carlo Vagginelli, dalla Segretaria di Circolo Greta Tassone, ed è quindi rappresentativo della posizione non solo cittadina, ma regionale e provinciale del Partito Democratico.

Al termine di una analisi del metodo politico che sostiene, a Caltanissetta e in tutta la Sicilia, l’azione clientelare e corruttiva del centro-destra, si chiede al Presidente della Regione di sfiduciare Tesauro come Sindaco e come Presidente del Libero Consorzio dei Comuni della provincia di Caltanissetta.

Si tratta di un pensiero di candida ingenuità o di una mossa tattica attendista e trasversale nei confronti di un Presidente della Regione pienamente funzionale all’occupazione delle istituzioni del potere da parte del centro-destra e saldamente ancorato alla sua poltrona e alla piramide di poltrone che nei territori della Sicilia lo sostengono? Si chiede a Schifani un harakiri ben sapendo che questa possibilità non starebbe né in cielo né in terra. Lo si poteva chiedere direttamente a Tajani, o addirittura a Giorgia Meloni. Il tutto ha il sapore amaro dell’umorismo involontario.

Il dono della obliquità sembra ormai avere inciso profondamente nel DNA di un partito che non riesce a conquistare un profilo di limpida e riconoscibile alternativa rispetto ad una tradizione di potere che ormai da decenni avvelena le istituzioni siciliane e allontana i cittadini dalla politica e dalla democrazia.

Francamente non si comprende la logica di una posizione di questo tipo da parte di un partito di opposizione (almeno dichiarata, anche se all’ARS ha partecipato, come tutti, alla distribuzione delle “mancette” con la finanziaria) che avrebbe l’ambizione di guidare uno schieramento alternativo su posizioni di nettissima discontinuità rispetto ai metodi di governo finora imperanti. Evidentemente questo respiro alternativo, di nettissima discontinuità, fatica a prendere forma nel PD siciliano, che sembra continuare il minuetto di palazzo con cui finora ha gestito i rapporti politici che ruotano intorno al potere regionale. Rimediando, peraltro, risultati elettorali inequivocabilmente disastrosi.

Questo il testo del comunicato del PD, che affidiamo al discernimento dei nostri lettori:

“L’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’Onorevole
Mancuso e dell’ex Sindaco di Sommatino Lorenzo Tricoli impone di esprimere alcuni concetti
chiari.

I fatti contestati gettano una pesantissima ombra di discredito sulle istituzioni e sulla politica, alimentando un clima di legittima sfiducia e disgusto in gran parte della cittadinanza.
Il Partito Democratico crede nelle istituzioni e tra queste nella magistratura, che svolgerà il suo lavoro con coscienza e competenza, restiamo quindi in attenta attesa degli sviluppi di questa vicenda giudiziaria.
In quanto forza garantista non abbiamo alcuna intenzione di formulare anzitempo condanne nei confronti di chicchessia, né di trasformare il dibattito tra i partiti in quello proprio di un’aula di Tribunale, poniamo invece una questione politica: il metodo di governo delle risorse pubbliche che la maggioranza alla guida della Regione sta largamente praticando è insostenibile.
Si tratta di una pratica orientato alla soddisfazione di piccoli interessi particolari, reti di relazioni e di consenso. Un sistema che è stato definito delle mancette e che inevitabilmente lascia spazio a zone d’ombra e di potenziale illegalità.
Nei tre anni e mezzo trascorsi dall’insediamento del Presidente Schifani la maggioranza che lo sostiene è stata attraversata da vicende giudiziarie come mai era accaduto prima: il caso Sammartino, quello di Galvagno, quello di Cuffaro, oggi quello di Mancuso.
Ciò testimonia ancora una volta che la destra siciliana non è in grado di produrre un cambiamento positivo per la nostra Regione, ma lascia spazio ad ambiguità e – soprattutto – getta discredito sulle istituzioni.
Siamo pienamente consapevoli del fatto che questa vicenda giudiziaria investe politicamente anche l’attuale amministrazione cittadina e provinciale.
Il rapporto di piena continuità politica tra l’On. Mancuso, il Sindaco Tesauro e Lorenzo Tricoli, è infatti da tutti conosciuto ed oggettivamente innegabile.
Così come è innegabile il ruolo che nei pochi mesi dall’insediamento dell’amministrazione provinciale è stato svolto all’interno di quell’ente da Lorenzo Tricoli.

Sulla stampa di oggi leggiamo che l’ordinanza citerebbe espressamente i vertici dell’amministrazione comunale, descrivendo “una rete di rapporti fittissima gestita da Tricoli”, il quale avrebbe dichiarato “io rappresento il Sindaco”, descrivendo la sua elezione come frutto della rete costruita da Tricoli e Mancuso.
Di fronte a questa situazione noi chiamiamo il centrodestra, che è fatto da tante persone per bene, ad un gesto di coerenza e di responsabilità.
A seguito delle indagini che hanno interessato l’ex presidente della Regione Cuffaro, Renato Schifani ha cacciato dalla sua Giunta gli assessori della DC utilizzando queste parole: “si tratta di un atto di responsabilità politica e morale. In momenti come questo, chi ha l’onore e la responsabilità di rappresentare i cittadini deve saper anteporre il bene collettivo e la credibilità delle istituzioni a ogni altra considerazione”.
Oggi chiediamo a Schifani, a Forza Italia ed a tutto il centrodestra di essere coerenti con quella scelta applicandola anche al proprio interno ed anteponendo la credibilità delle istituzioni ad ogni altra considerazione.
Chiediamo quindi che siano loro stessi a concludere l’esperienza amministrativa del Sindaco e del Presidente della provincia Tesauro, per ragioni di evidente opportunità politica e per ragioni che riguardano anche l’interesse concreto dei cittadini.
Perché due enti locali come la Provincia ed il Comune hanno bisogno di un’azione amministrativa serena, che in questa situazione non riteniamo sia possibile assicurare.
Naturalmente noi siamo pronti a creare le condizioni che rendano possibile questa cesura politica, con ogni iniziativa istituzionale utile, a partire dalla Mozione di sfiducia.
Questa posizione del Partito Democratico, però, è messa a disposizione di tutte le forze di opposizione, alle quali chiediamo con forza di costruire subito una strategia ed un’azione condivisa.

Il Partito Democratico sente il dovere di rivolgere un appello chiaro a chi crede che un’alternativa di governo sia possibile: è il momento di superare personalismi e frammentazioni per essere finalmente uniti in una battaglia sul futuro di Caltanissetta.
Anche da questa capacità di risposta comune, infatti, passa la possibilità che la politica e le istituzioni possano riacquistare la fiducia persa.

On. Valentina Chinnici Vicesegretaria regionale PD
Renzo Bufalino Segretario provinciale PD
Carlo Vagginelli Consigliere Comunale PD
Greta Tassone Segretaria Circolo PD

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