Prende il via la 52a edizione del Premio Mondello: il comitato di selezione delle opere italiane e dell’opera critica è composto da Silvia Avallone, Viola Ardone, Paolo Giordano
Torino/Palermo, 20 marzo 2026. László Krasznahorkai vince la Sezione Autore Straniero del Premio Letterario Internazionale Mondello, riconoscimento letterario di pregio curato e promosso, per conto del Comune di Palermo, dalla Fondazione Sicilia in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori, il Salone Internazionale del Libro di Torino e la Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese.
I romanzi di László Krasznahorkai hanno un ritmo lentissimo, sembrano privi di azione e invece raccontano tutto: villaggi rurali nell’Ungheria più profonda e comunità allo sbando che attendono il messia. L’Accademia delle scienze svedese, conferendogli il Premio Nobel per la Letteratura 2025, ha scritto che la sua è «un’opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte».
È Vanni Santoni, in qualità di giudice monocratico, ad aver eletto László Krasznahorkai come riferimento letterario fondamentale nel panorama della letteratura internazionale, con la seguente motivazione: «Nessuno meglio di László Krasznahorkai ha saputo raccontare cosa succede quando un mondo va in crisi e si sente addosso il fiato oscuro dell’apocalisse. Di romanzo in romanzo, nell’arco di una carriera di estrema coerenza stilistica, formale e tematica, Krasznahorkai ha fatto dell’escatologia una poetica e ci ha mostrato – ora beffardo ora traboccante di pietas – che la realtà è in fondo uno scherzo terribile, e ogni volta le vittime dello scherzo siamo noi. Ma ci ha anche ammonito che tutto ciò non è ragione sufficiente per perdere la speranza: anzi, proprio perché la situazione è disperata, cercare sprazzi di luce, non importa quanto piccoli, è l’unica cosa che possiamo fare. Negli ultimi decenni, mentre Krasznahorkai scriveva i suoi devastati e devastanti romanzi, quel mondo in crisi permanente diventava il nostro mondo: anche per questo ritengo che meriti il Premio Mondello 2026».
László Krasznahorkai e Vanni Santoni dialogheranno al Salone Internazionale del Libro di Torino sabato 16 maggio alle 15.45 in Sala Azzurra in occasione del conferimento del Premio. A introdurre l’incontro sarà Annalena Benini, direttrice del Salone Internazionale del Libro di Torino.
A consegnare il premio sarà Maria Concetta Di Natale, presidente della Fondazione Sicilia.
«Entra nel vivo l’edizione numero 52 del Premio Mondello, confermandosi – afferma Maria Concetta Di Natale, presidente della Fondazione Sicilia – una realtà sempre più di respiro internazionale. Premiare un autore come Krasznahorkai, con la sua narrazione lenta e suggestiva, significa privilegiare l’attenzione e l’importanza di un tipo di lettura che mai potrà essere soppiantata da un’informazione veloce e superficiale. Lo sanno bene gli studenti che partecipano da protagonisti e da lettori consapevoli al Premio Mondello, stupendoci ogni anno per l’acume dei loro giudizi».
Con la stessa formula, nelle edizioni precedenti, Donatella Di Pietrantonio ha premiato Valeria Luiselli (2025), Nicola Lagioia ha eletto Mircea Cărtărescu (2024), Chiara Valerio ha nominato Julian Barnes (2023), Lorenzo Tomasin Annie Ernaux (2022), Marco Missiroli Michel Houellebecq (2021), Giorgio Fontana Colum McCann (2019), Andrea Bajani Herta Müller (2018), Ernesto Ferrero Cees Nooteboom (2017), Michela Murgia Marylinne Robinson (2016), Antonio Scurati Emmanuel Carrère (2015).
Il premio internazionale a Krasznahorkai apre la 52aedizione del Premio Mondello: il comitato di selezione delle opere del Premio Mondello Opera Italiana e del Premio Mondello Critica è composto dalle scrittrici Viola Ardone e Silvia Avallone e dallo scrittore Paolo Giordano. I vincitori del Premio Mondello saranno annunciati entro il mese di giugno, mentre la cerimonia di premiazione – con la proclamazione dei vincitori del MondelloGiovani e del SuperMondello – sarà in programma al Teatro Massimo di Palermo tra la fine di novembre e i primi di dicembre 2026.
László Krasznahorkai
László Krasznahorkai è nato a Gyula, in Ungheria, nel 1954. Autore di romanzi e raccolte di racconti, nel 2025 è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura e nel 2015 ha vinto l’International Man Booker Prize. Bompiani ha pubblicato Satantango, finalista al Premio Gregor Von Rezzori e al Premio Strega Europeo 2017, Melancolia della resistenza, Il Ritorno del Barone Wenckheim, vincitore del National Book Award for Translated Literature nel 2019, Guerra e guerra e Seiobo è discesa quaggiù.
Vanni Santoni
Vanni Santoni ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi Gli interessi in comune (Feltrinelli, 2008), Se fossi fuoco, arderei Firenze (Laterza, 2011), Muro di casse (Laterza, 2015), La stanza profonda (Laterza, 2017, nella dozzina finalista del premio Strega). Per Mondadori è autore del ciclo di Terra ignota (2013-2017), dei Fratelli Michelangelo (2019) e della Verità su tutto (2022, premio Viareggio selezione della giuria). Il suo ultimo libro è Dilaga ovunque (Laterza, 2023), premio Selezione Campiello. Scrive sul Corriere della Sera, Linus e Internazionale.
Silvia Avallone
Silvia Avallone vive a Bologna, dove si è laureata in Filosofia e specializzata in Lettere Moderne. I suoi romanzi sono tradotti in 26 lingue. Per Rizzoli ha pubblicato Acciaio (2010, da cui è stato tratto l’omonimo film), secondo classificato al premio Strega e vincitore del Campiello Opera Prima 2010, Marina Bellezza (2013), Da dove la vita è perfetta (2017), Un’amicizia (2020) vincitore del Premio Benedetto Croce – Pescasseroli, e Cuore nero (2024) vincitore del Premio Elsa Morante e del Premio Viareggio-Rèpaci 2024. Collabora con il Corriere della Sera.
Viola Ardone
Viola Ardone insegna italiano e latino al liceo. Ha pubblicato per Einaudi i romanzi Il treno dei bambini (2019), tradotto in 40 lingue dal quale è tratto l’omonimo film con la regia di Cristina Comencini, Oliva Denaro (2021), Grande Meraviglia (2023) e Tanta ancora Vita (2025). Per Salani La ricetta del cuore in subbuglio (2012) e Una rivoluzione sentimentale (2016). Collabora con il Corriere del mezzogiorno, la Repubblica, La Stampa.
Paolo Giordano
Paolo Giordano ha un dottorato in fisica ed è autore di cinque romanzi: La solitudine dei numeri primi (Mondadori 2008, Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima), Il corpo umano (Mondadori 2012), Il nero e l’argento (Einaudi 2014 e 2017), Divorare il cielo (Einaudi 2018 e 2019) e Tasmania (Einaudi 2022 e 2024). Per Einaudi ha pubblicato anche Nel contagio (2020), Le cose che non voglio dimenticare (2021), Il corpo umano (2024) e ha curato Da vicino. Raccontare la guerra oggi (2026). Ha scritto per il teatro (Galois e Fine pena: ora) e collabora con il “Corriere della Sera”.

