Grande danza per “La Bella Stagione”: “Il Lago dei cigni” sold out

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Il lago dei cigni” al teatro Rosso di San Secondo per “La Bella Stagione” diretta da Alessandra Falci: il repertorio più prestigioso della danza classica reinterpretato dalla coreografia-regia di Luigi Martelletta ed affidato ad una compagnia di giovani brillanti professionisti italiani, Almatanz, che hanno dato smalto nuovo al balletto più celebre e rappresentato della tradizione classica mondiale.

In prima regionale a Caltanissetta (seguiranno repliche a Palermo e Catania), sold out con la tribuna stracolma di giovani danzatrici delle scuole del territorio, con un’ottima base audio che ha valorizzato la musica travolgente di Tcajkovskij, gli undici danzatori sono riusciti a riproporre l’atmosfera di un kolossal della tradizione coreutica, sintetizzando in tre atti e 90 minuti la vicenda dell’amore sfortunato della donna cigno, vittima di un sortilegio malefico del mago del lago che la sostituisce con il cigno nero per carpire l’amore del principe infelice.

Il tema del doppio, cigno bianco/cigno nero e principe/mago, bene/male, sempre attuale nella rappresentazione di uno spettacolo che da 150 anni è il simbolo della tradizione accademica internazionale, forse avrebbe meritato un approfondimento di interpretazione, sacrificato dalla sintesi che ha riproposto non tutti i momenti iconici della coreografia, specialmente nell’atto bianco, il meno riuscito dei tre.

Ottima la scelta coreografica di Luigi Martelletta, già primo ballerino e coreografo del Teatro dell’Opera di Roma, partner di etoile internazionali come Carla Fracci, Natalia Makarova, Maja Plitsesskaja, Alessandra Ferri, che ha scelto di “contaminare” la tradizione accademica con citazioni di tecniche contemporanee, dalla modern dance alle provocazioni irriverenti dei Ballets Trockadero, che hanno vivacizzato la narrazione coreografica, con un linguaggio più accessibile e dinamico, alleggerendo i tecnicismi più manieristici, sempre con equilibrio e garbata vivacità.

Riuscita anche la scelta di abbandonare i costumi strutturati della tradizione ottocentesca per linee più fluide e colori suggestivi, importanti per restituire l’atmosfera della festa nel palazzo del principe con originalità e impatto visivo, anche grazie agli sfondi scenografici e al gioco delle luci che accompagnava i passaggi cruciali della narrazione.

Sicuramente nessuno si è annoiato nei 90 minuti di spettacolo, sia gli amatori della danza che il pubblico più etorogeneo che per la prima volta ha potuto vedere su un palcoscenico nisseno un balletto completo di grande qualità professionale. La grande danza è tornata dopo tantissimi anni, e proprio sul palcoscenico nisseno che, alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, aveva ospitato una delle utlime esibizioni pubbliche del mitico Rudolf Nureyev.

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