Dal post di Cosimo Lorina del Comitato di Quartiere S. Croce:
Onorevoli rappresentanti,
Scrivo per sottoporre alla Vostra attenzione quello che appare come un paradosso nell’ambito della tutela monumentale nella città di Caltanissetta. In nome del “ristrutturazione” e della mission della Soprintendenza ai Beni Culturali, che giustamente impone direttive rigorose sugli interventi vincolati; assisto purtroppo a una sistematica cancellazione della memoria visiva del nostro centro storico.
Ritengo che la Soprintendenza, organo preposto alla protezione della stratificazione storica, stia invece avallando la trasformazione dei portoni monumentali cittadini (già visibile nella Cattedrale, in San Sebastiano, in Sant’Agata, palazzo Sillitti Bordonaro, palazzo Vancheri e OGGI NEL PALAZZO DEL CARMINE) in una serie anonima di infissi color legno naturale (aspetto ante da mobilio).
SIAMO DI FRONTE A UN MIGLIORAMENTO O A UN GRAVE ERRORE CULTURALE? Negli edifici istituzionali del passato, il legno grezzo non era considerato un valore estetico in sé, ma un materiale da “nobilitare”. Il verde scuro che oggi viene rimosso non era una vernice casuale: era una precisa scelta architettonica chiamata trompe-l’œil (illusione ottica, volto a creare profondità), per simulare il bronzo patinato e per conferire al portone la solennità del metallo.
Oggi, dietro il paravento di tecnicismi chimici (rimozione di stucco di Sciacca o cementite e vernice), si autorizza quello che definirei una “scarnificazione” dei nostri monumenti. Rimuovere questa protezione secolare non solo altera l’estetica, ma espone le fibre del legno a un invecchiamento precoce e impietoso, rendendole vulnerabili e imponendo costi di manutenzione continui a carico della cittadinanza.
NON SI PUÒ CONFONDERE IL “RIPRISTINO” CON LA CANCELLAZIONE DELLA MEMORIA. L’attuale tendenza sta portando a un’omologazione che appiattisce le gerarchie architettoniche e cancella la policromia storica della città. Chiedo dunque ai miei rappresentanti e anche al Mic: esiste una nuova norma che imponga il legno “a vista”, o SIAMO DI FRONTE A UNA MODA CONTEMPORANEA CHE STA RISCRIVENDO ARBITRARIAMENTE LA NOSTRA STORIA?
Caltanissetta merita che la sua veste nobile sia preservata. Un simile approccio discutibile è visibile anche nel recente intervento sulla vasca di Piazza Garibaldi, sull’opera dei due mostri dello scultore Giovanni Rosone. La manutenzione ha stravolto il pathos del gruppo scultoreo: i due “mostri”, anziché espellere l’acqua in modo armonico, la vedono oggi schizzare lateralmente in modo disarmonico.
Non si può spogliare un’opera d’arte in nome della “normale manutenzione” o per un malinteso senso di pragmatismo. Questi monumenti sono gioielli che i nostri padri ci hanno lasciato in eredità; abbiamo l’onere, l’onore e il dovere di tramandarli integri, non solo nella struttura, ma anche nel loro significato storico ed estetico.
In attesa di un cortese riscontro e di un Vostro intervento interpretativo. Saluti
Cosimo Lorina



