Spes 22: Dare voce alla Speranza

Chiara Milazzo
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Ci sono tanti modi per affrontare il mondo: uno è vivere senza rassegnarsi, rompendo le convenzioni, superando i pregiudizi e smontando i luoghi comuni. Se sono questi i presupposti, allora bisogna armarsi di tutto punto e attrezzarsi intellettivamente per affrontare le sfide dell’oggi. E serve comunque uno sforzo di prospettiva, forse sovrumano, per riflettere sulla contemporaneità e sulle fragilità di noi abitatori del buio, in una realtà sempre più instabile, per gestire la crescente imprevedibilità del mondo. Di certo, serve un cambio di passo per distogliere lo sguardo dall’eterno presente e cercare con forza e passione un antidoto al sentire comune attraversato dall’inquietudine, dall’ansia, dal disincanto, dallo sgomento, dal crollo delle certezze.

Bisogna chiedersi, allora: come resistere alla tentazione della rassegnazione e agli eventi traumatici e distruttivi? La speranza può venirci incontro? Può salvarci oppure ci ha abbandonato, voltandoci le spalle? Certo, qualcuno obietterà che è da idioti, da folli essere ottimisti, guardare avanti con fiducia e scommettere sul futuro in tempi come questi.

Eppure, i nostri padri nella loro saggezza solevano ricordare come la speranza fosse l’ultima virtù a soccombere. È sapiente, resistente, forza motrice per sottrarci alle logiche del nostro tempo e proiettarci verso un orizzonte di attesa.

Su tali ragionamenti e sul concetto di speranza la casa editrice SimplyBook e Luigi Bontà, curatore del volume – Spes22. La speranza nell’immaginario artistico, letterario, musicale sancataldese hanno interpellato un drappello di artisti per provare a dare prospettive molteplici al nostro fragile senso di speranza. Poco meno di cinquanta tra pittori, scultori, fotografi, poeti, scrittori e compositori-musicisti – provenienti dalla cittadina di San Cataldo – si sono confrontati con generosità ed entusiasmo intorno all’etimo proposto in rapporto anche alla comunità d’appartenenza. La diversità di linguaggi, di generazioni, di esperienze e di background culturale ha reso il progetto editoriale ricco e variegato d’idee, musiche, parole, immagini, proponendo una serie di sollecitazioni sul tema.

La scelta di campo non è casuale perché “l’arte – come ci ricorda il curatore – in tutte le sue espressioni ci orienta, ci invita a trascendere la realtà e ci coinvolge in qualche modo. Essa è precisamente uno di quei settori in cui il fine, checché se ne dica, non è la tranquillità sociale; è, piuttosto, la conoscenza del mondo di fuori e di dentro”. È l’artista dunque che “trova sempre una quiddità con cui misurarsi e a cui dare forma, rendendo visibile l’invisibile, inoculando irrequietezza, dubbio, sconcerto e stupore”.

Il volume è suddiviso in tre sezioni: la prima, dedicata alle arti visive, accoglie 29 opere; segue quella musicale con 7 contributi, chiude il catalogo la parte letteraria con 11 collaborazioni.

Non è semplice sintetizzare la grande ricchezza di suggestioni, spunti, prospettive offerti dagli artisti: una pluralità di voci che ci invita a ripensare il nostro presente e l’intreccio tra la Spes e il coraggio di andare avanti. Sarà l’arte ad assicurarci la speranza di un mondo migliore?

Se ne discuterà sabato 11 aprile 2026, alle ore 18:00, presso l’auditorium della Banca Toniolo di San Cataldo. All’incontro interverranno la giornalista Chiara Milazzo, gli artisti e il curatore Luigi Bontà.

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