C’è un principio, una regola fondamentale della vita, che conviene praticare individualmente ma che può valere per tutti: “Vivi e lascia vivere!”.
Oggi si vive a lungo ma sono aumentate le malattie mortali e molti muoiono anche in giovane età. Gli infarti e i tumori possono anche essere causati da disfunzioni psichiche ed esistenziali. I modelli sociali sono negativi e, infatti, non bisogna seguirli, non è conveniente per nessuno.
Non bisogna aderire acriticamente alle mode e agli stili di vita imposti dal mercato e dal sistema capitalistico, per non essere schiavi della politica neoliberista, dove tutto può essere produzione e consumo, personificazione di una dittatura collettiva di massa, senza averne coscienza critica, sudditi di un mercato spersonalizzante.
Molti esperti e studiosi competenti ci invitano a fare una vita parsimoniosa, non eccessiva, senza le droghe e senza l’alcool del consumo e del consumarsi.
Vestire alla moda non significa nulla. Chi è “povero” dentro di desideri materiali è ricco di umanità e spiritualità. La gente subisce spesso la dittatura massificata del godimento materiale e del plus godere edonistico. E con quali risultati?
Ci si perde nel dedalo degli oggetti reificati, indotti al consumo. Gli umani diventano così l’“oggetto desiderante” che gli altri hanno creato. La logica del capitalista è la logica del padrone. Un buon maestro attinge alla propria umanità e non agli oggetti.
Gente triste e angosciata, gente depressa che non sorride mai. Ho conosciuto tante persone che si ammazzavano di lavoro e guadagnavano molto bene! Gente insoddisfatta e senza un futuro. Il progresso? Un falso mito. Questa la società del successo vocata al suicidio di massa, libera solamente per finzione, ingannata dai mille ingranaggi della serialità gaudente.
È esistita ed esiste una saggezza degli anziani che ha vissuto e vive con parsimonia, con moderazione, senza eccessi. Persone serie e intelligenti. Spesso, i giovani muoiono prima del tempo naturale che spetta loro.
So e so per avere vissuto il tempo della saggezza che è il tempo dell’equilibrio e della responsabilità soggettiva. Paideia: la nobile virtù del dialogo democratico! Avere una propria personalità educata e formata non significa fare quello che dicono gli altri.
La civiltà delle relazioni pretende sempre il rispetto degli altri. Trovo che sia un atteggiamento “fascista” chi si vuole imporre sull’altro, evitando il sano confronto e il dialogo. Sono mentalmente antifascista e antitotalitario. Rispetto chi mi rispetta e non accetto la violenza politica in tutte le sue forme subdole e non manifeste.
Amo la democrazia e non la confusionaria partecipazione fatta di frizzi e lazzi alla vita pubblica. Senza allacciature né legami sterili. Si ignorano coloro che non conoscono il garbo istituzionale né il semplice galateo tra persone che dialogano.
La socialità delle relazioni equilibrate non nasce oggi. Non a caso in Pedagogia e a partire dall’antica Grecia, la convivialità tra i partecipanti al dialogo richiedeva apertura mentale e disponibilità al confronto.
Confronto e democrazia che non vediamo spesso in Tv e sui social; ragione per cui cambio facilmente canale Tv o schermata video e pagina su internet. Sono sempre decisivi, come nei film, i tagli del linguaggio. Quelli che sono orientati dal nostro buon gusto e dalla nostra consapevole razionalità.
Tonino Calà


