Dove sono finiti i moderati? (dal mio diario personale)

Tonino Cala
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La maestra dello psicoanalista Recalcati: “fumava Muratti, votava Msi e ci diceva siete tutti viti storte”. Anche io ho conosciuto maestri di destra e che fumavano dell’erba strana.

Esiste un mondo cattolico di destra opaco, sterile e mortifero che è la più grande offesa arrecata all’umanità e al Vangelo. Se tutti i “diversi” della terra (disabili, malati di mente, gay, altre etnie e via dicendo) diventano “nemici” da emarginare significa che la fraternità cristiana per molti credenti conservatori e reazionari è scomparsa e non esiste più.

La causa religiosa a me non interessa ma voglio ricordare la tragedia storica dell’olocausto e le persecuzioni razziste dei nazi-fascisti. Capisco che la paura dell’altro è la paura di molti che si sentono insicuri e minacciati ma questa non è una buona ragione per lasciare spazio a xenofobi, razzisti, populisti e tanto altro.

L’amore cristiano? Come no, se ne vede tanto in giro! Provo anche commozione! “A papa Francesco credevo, come all’attuale papa Leone XIV, uomo coerente e fedele ai suoi principi, credo e non a caso ha i suoi problemi dentro la curia …. come il suo predecessore”.

Non ne so nulla, non seguo le vicende locali. Amo leggere, scrivere e studiare. Lascio agli altri il compito di fare le rivoluzioni. Da diverso tempo non sono più un “rivoluzionario”. A me piace la moderazione. In giro ne vedo pochi di moderati. Dove saranno finiti i moderati? Gli altri “urlano” e non costruiscono nulla con le “urla”. Non è poi così difficile urlare, viene spontaneo e senza riflettere. Difficile è conversare con un tono pacato. Come sanno fare i moderati.

“L’espressione “utile idiota” è una locuzione politica dispregiativa che indica una persona manipolabile, la quale sostiene con entusiasmo una causa o un’ideologia senza comprenderne appieno gli scopi reali.”

Per vivere bene e in pace con sé stessi bisogna pensare con la propria testa e non con la testa degli altri! Il silenzio non è assenso nei confronti dell’altro, può essere maturità e saggezza!

Un sano realismo.

Vorrei ricordare a tutti e con garbo moderato che le guerre portano distruzione e morte. Anche i litigi non portano risultati positivi e non li vedo come una panacea per vivere bene. Lo dico per la mia non breve esperienza di vita. Si impara dai propri errori. Sono nettamente contrario ai conflitti.

Ci può stare anche qualche accesa discussione ma non si può vivere di lotte e di contrasti inutili e banali. Lo affermo per fatto egoistico. Mi voglio godere la pensione e rifiuto con fermezza tutti i tentativi di discussioni gratuite e ridicole. La politica? Quale politica? La politica è morta. Non ci sono più politici, né di destra, né di centro né di sinistra. Ho il palato buono della politica e sono rimasto ai grandi leader e statisti del secolo scorso. Adesso c’è solamente il vuoto.

Tutto è relativo! Solamente la vita è assoluta nella sua complessità!

Ieri leggevo che l’uomo maturo accetta l’idea di convivere con la morte, sapendo di dovere morire. Noi ci siamo illusi di credere all’eternità e a Dio perché desideriamo non morire, anche quando la vita va male nessuno vuole morire. La morte è un imbroglio e ci fa schifo. Anche soffrendo desideriamo vivere!

I poeti e i filosofi ci hanno spiegato che la morte fa parte della vita e che esiste per tutti noi un destino inevitabile, il nostro orizzonte terreno: la morte. Nulla è metafisico. L’estasi mistica è spiegabile. Penso al godimento terreno stampato sul volto di santa Teresa d’Avila.

Pensare alla morte significa non pensare alla vita. Sull’argomento non ho risposte e dico: “Non lo so!”. Penso a vivere! “Aspettando Godot”, io penso a godere!

Quando i sindaci fanno i bulletti e non sono i soli, ne conosco tanti tra quelli che si definiscono persone normali, la massima autorità cittadina non ha alcun spessore democratico e non vale nulla. Lo abbiamo anche visto con la premier Meloni o con il presidente Donald Trump, quando entrambi assumono una negativa e tossica postura da bullo.

Noi siamo erranti democratici e ci piace sbagliare. Agli altri lasciamo la santa e sacra perfezione! La colpa non è di nessuno per come vanno le cose della società e della politica? Allora le colpe sono mie, qualcuno deve pur riconoscere le proprie colpe. Io so che finirò in paradiso: ho una moglie catechista, sono raccomandato e san Pietro sarà clemente con i miei peccati!

Nei secoli dei secoli e senza il secolo di Italia: amen!

Tonino Calà

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