CGIL: la morte del Vigile del Fuoco non può essere definita una tragica fatalità

redazione
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In un momento in cui la vita umana sembra aver perso ogni valore, subordinata unicamente alla logica del profitto e del guadagno, e in cui la dignità della persona e del lavoro vengono calpestate ogni giorno, come CGIL e FP CGIL esprimiamo tutto il nostro cordoglio e vicinanza alla famiglia di Alessandro Marchi, il  Vigile  del  Fuoco tragicamente deceduto mentre compiva il proprio dovere.

Non possiamo più accettare il silenzio e l’indifferenza di uno Stato     e di una politica regionale che continuano a voltarsi dall’altra parte, sordi di fronte allo sfruttamento, alla mancanza di sicurezza e alla salvaguardia di chi ogni giorno rischia la propria vita per la collettività.

Quanto accaduto non può essere definito come una tragica fatalità.

Siamo  di fronte a una tragedia che si consuma in un contesto di emergenza climatica strutturata  ormai cronica.

L’ondata di incendi che ogni estate devasta la  Sicilia trova il sistema impreparato, sovraccarico  e cronicamente sotto organico.

La totale mancanza di prevenzione reale di una pianificazione regionale efficace, costringe i lavoratori ad operare in condizioni di rischio estremo esposti a temperature proibitive e turni massacranti.

Servono investimenti strutturali urgenti, un piano straordinario di assunzioni e potenziare le dotazioni  di sicurezza dei mezzi di soccorso.

Il lavoro deve essere sinonimo di sicurezza e dignità e mai di morte

Caltanissetta 23 luglio 2026

La  segretaria Generale Cgil Caltanissetta Rosanna Moncada

Il Segretario Generale Funzione Pubblica Cgil Sandro Pagaria

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