dal Prof. Leandro Janni riceviamo e pubblichiamo:
Alessio Cordova scrive sulla sua pagina Facebook: «È vero. Il centro storico di Caltanissetta è pieno di immigrati.E allora? Chi è che, dalla fine degli anni ’60 in poi, quel centro storico lo ha abbandonato? Chi ha chiuso le porte, trasferito le famiglie, svuotato le case e lasciato morire le attività? Noi. Io sono degli anni ’60 e me lo ricordo benissimo. La mia generazione, quella prima e quelle dopo, hanno preferito passare le serate davanti a una pompa di benzina invece che vivere il cuore della città.Prima la scusa era: “In piazza non scendo, è piena di biliciari.”Oggi la scusa è: “In piazza non scendo, è piena di neri.”È sempre la stessa vigliaccheria: cambiano solo i bersagli. Abbiamo abbandonato il centro storico, lo abbiamo lasciato marcire per decenni e adesso abbiamo pure la faccia tosta di indignarci perché qualcuno ci vive. La verità è che il problema non sono gli immigrati.Il problema è un’intera città che, invece di assumersi le proprie responsabilità, preferisce trovare ogni volta un nemico diverso a cui dare la colpa. Perché è molto più facile prendersela con l’ultimo arrivato che ammettere di essere stati i primi ad andarsene. Il centro storico non ce l’hanno rubato. Lo abbiamo ABBANDONATO noi. E questa è una verità che a molti fa maledettamente male».
Lo scorso 10 luglio 2026 ha avuto luogo un sopralluogo tecnico-politico presso Largo Barile, a Caltanissetta, nell’area antistante Palazzo Moncada e il Lapidarium, finalizzato alla realizzazione del progetto “Io VoRRRei… Se tu lo vuoi” – 3R: Rigenerare, Rinascita, Rieducare. Un progetto promosso nell’ambito del programma nazionale del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori “Abitare il Paese” e che gode della speciale alleanza tra Amministrazione Comunale, Consiglio Comunale, Ordine degli Architetti, Scuola e Associazioni. Questo, a detta dei protagonisti, «per restituire alla città uno spazio di straordinario valore storico e culturale. L’iniziativa nasce da una visione condivisa: trasformare uno spazio urbano di notevole valore storico, identitario e culturale in un luogo più bello, accogliente e pienamente fruibile dalla comunità, attraverso la riqualificazione dell’area verde, la messa a dimora di nuove essenze arboree, la realizzazione dell’impianto di irrigazione e una riprogettazione degli spazi. Il cuore del progetto è rappresentato dal coinvolgimento delle nuove generazioni. Fondamentale, infatti, il contributo degli studenti della Scuola Secondaria di I grado “Giovanni Verga”». Così è stato scritto e comunicato, urbi et orbi.
Ieri pomeriggio (28 luglio 2026) ho visitato la bella mostra d’arte contemporanea, a cura di IGNORARTE, in corso a Palazzo Moncada. Appena fuori dal Palazzo, lo spazio pubblico di fronte a me, Largo Barile, pullulava di bambini, ragazzini e qualche papà che giocavano insieme, felici e spensierati. Sulla piccola gradonata che definisce lo spazio pubblico, le madri dei bambini e dei ragazzini, sedute, chiacchieravano serenamente. Bambini, ragazzini, madri e padri appartengono, in gran parte, alla comunità marocchina che vive a Caltanissetta. Al contorno della piazza, le solite automobili, perennemente e fastidiosamente parcheggiate in questo luogo. Prima di andare via e tornare nella Caltanissetta degli edifici condominiali multipiano e delle strade larghe e asfaltate, ho scattato qualche foto – con la massima discrezione possibile, ovviamente.
Prof. Leandro Janni, vicepresidente di Italia Nostra Sicilia


