da Roberto Gambino riceviamo e pubblichiamo:
Oggi è il trentacinquesimo anniversario dell’omicidio di Libero Grassi.
Il tributo a lui è dovuto e bene hanno fatto le autorità ad essere presenti stamattina in via Alfieri, ma non basta, è troppo poco.
La mafia c’è ancora ed è presente nei gangli della nostra società, non è più la mafia stragista ma il racket che capillarizza il controllo del territorio e costituisce la base per esercitare le altre attività come il reinvestimento di capitali in attività pseudo pulite, c’è ed è presente.
Pochi giorni fa la DDA di Caltanissetta ha posto sotto sequestro beni e attività riconducibili a Dell’asta Giuseppe, dopo una intensa attività della DIA nissena.
Repubblica del 25 agosto scorso, riferendosi al Dell’asta Giuseppe, scriveva: “è inserito nell’organigramma criminale di cosa nostra e avrebbe assunto la direzione della famiglia nissena”.
È di tutta evidenza che il fenomeno è presente e pressante nella nostra città e questi soggetti hanno collegamenti stabili importanti.
Occorre reagire come ha fatto Libero Grassi e come stanno facendo la magistratura e le forze dell’ordine, ma per aiutare le imprese a liberarsi dal giogo dei mafiosi, è necessario un impegno politico importante che metta al centro la lotta alla mafia e tuteli le imprese sane che non si vogliono sottomettere al vile ricatto mafioso.

