CIMITERO COMUNALE, RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ: «DOPO CINQUE ANNI LA RACCOLTA DIFFERENZIATA È ANCORA AL PALO. I PATTI CONTRATTUALI VANNO RISPETTATI»
RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ chiede atti, verifiche sulle prestazioni effettivamente rese, sulle penali e sull’eventuale incidenza economica sul PEF e sulla TARI dei cittadini sancataldesi.
Il gruppo consiliare RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ, per il tramite del proprio Capogruppo consiliare Giampiero Modaffari, torna ad accendere i riflettori sulla gestione dei rifiuti all’interno del Cimitero comunale di San Cataldo, una questione sollevata ripetutamente negli anni e che, nonostante il tempo trascorso, continua a presentare interrogativi che richiedono risposte precise, documentate e definitive.
In data 28 agosto 2026 RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ ha inoltrato un’apposita interrogazione consiliare con la quale viene chiesto all’Amministrazione comunale di fare piena chiarezza sulla mancata attivazione di un sistema effettivo di raccolta differenziata all’interno del Cimitero, sulla fornitura e sul posizionamento dei contenitori dedicati, sull’effettivo rispetto degli obblighi posti a carico del gestore e sulle eventuali penali contrattuali applicate.
La vicenda non nasce oggi. L’interrogazione ricostruisce infatti un rapporto contrattuale che trova origine nell’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani differenziati e indifferenziati dell’ARO di San Cataldo. Il contratto Rep. n. 6604 del 10 settembre 2019 ricomprende espressamente anche prestazioni riguardanti il Cimitero comunale.
Ed è proprio questo l’aspetto che RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ intende porre al centro del confronto politico e amministrativo: non si sta chiedendo un servizio nuovo o una prestazione aggiuntiva da finanziare oggi, ma di verificare puntualmente se quanto previsto dagli atti contrattuali sia stato effettivamente fornito ed eseguito.
La documentazione richiamata nell’interrogazione individua obblighi precisi: disponibilità di contenitori in numero necessario e adeguatamente dislocati; raccolta differenziata delle diverse frazioni; svuotamento dei contenitori almeno tre volte alla settimana, con frequenze maggiori nei periodi di maggiore afflusso; trasporto separato dei rifiuti agli impianti di destinazione. L’interrogazione sottolinea inoltre che non è sufficiente individuare arbitrariamente un numero minimo di contenitori: il Capitolato richiede il “numero necessario”, una volumetria complessiva almeno pari a quella preesistente e una dislocazione adeguata alla concreta articolazione del Cimitero.
A fronte di tali previsioni, il gruppo consiliare evidenzia una situazione che ritiene non più rinviabile: dopo circa cinque anni dalle prime contestazioni politiche sulla questione, occorre stabilire definitivamente perché la raccolta differenziata nel Cimitero non risulti ancora pienamente operativa attraverso gli specifici contenitori dedicati previsti dal sistema contrattuale.
Le immagini raccolte documentano, peraltro, la presenza di rifiuti di diversa natura conferiti promiscuamente negli attuali contenitori: residui floreali e vegetali, involucri, bottiglie e altri materiali che, in presenza di un sistema organizzato per frazioni, potrebbero essere avviati separatamente ai rispettivi circuiti.
«Cinque anni sono un tempo enorme – sottolinea il Capogruppo Giampiero Modaffari –. Non siamo più nella fase delle segnalazioni occasionali. Esistono un contratto, un Capitolato, una relazione tecnica e precisi obblighi assunti dal gestore. Se quelle prestazioni sono state eseguite, l’Amministrazione produca gli atti che lo dimostrano. Se invece non sono state eseguite, occorre spiegare perché e quali iniziative siano state assunte a tutela del Comune e dei cittadini».
Per questo l’interrogazione non si limita a chiedere genericamente se esista o meno la raccolta differenziata. RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ chiede documenti. In particolare, si domanda all’Amministrazione di indicare, per ciascuna attrezzatura eventualmente fornita, capacità, codice identificativo, data di consegna, data di posizionamento ed esatta ubicazione, nonché di produrre inventari e documentazione fotografica datata. Vengono inoltre richiesti documenti di trasporto, verbali di consegna, fatture, schede inventariali, collaudi e verifiche di conformità che possano dimostrare l’effettiva fornitura delle attrezzature previste.
E LE PESANTI PENALI PREVISTE SONO STATE APPLICATE?
Ma vi è un secondo aspetto sul quale il gruppo consiliare considera indispensabile fare chiarezza: le penali.
L’interrogazione chiede infatti espressamente quali penali siano state applicate al gestore, nel periodo preso in considerazione, per mancata fornitura, mancato posizionamento, mancato svuotamento o altre violazioni relative ai contenitori del Cimitero, chiedendo per ciascun caso di conoscere base di calcolo, importo e relativo provvedimento.
La domanda sulle penali apre però un ulteriore profilo che RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ ritiene essenziale approfondire: quello economico. Il Capitolato stabilisce che il canone mensile deve essere determinato sulla base dei servizi effettivamente svolti, come risultanti dagli accertamenti della Stazione Appaltante e quindi regolarmente accettati e liquidati.
Da questo principio discende una questione di grande interesse per tutti i contribuenti sancataldesi: se determinate prestazioni contrattualmente dovute non sono state effettivamente rese, è necessario verificare se il relativo corrispettivo sia stato correttamente decurtato e se le eventuali penali dovute siano state contestate, applicate e contabilizzate.
SE LE PENALI FOSSERO STATE EFFETTIVAMENTE APPLICATE, DI QUANTO SI SAREBBE POTUTO RIDURRE IL COSTO DEL SERVIZIO RICONOSCIUTO NEL PEF E, CONSEGUENTEMENTE, LA TARI?
RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ chiede pertanto che venga ricostruito, anno per anno, il quadro economico delle prestazioni dovute e di quelle effettivamente rese, delle eventuali decurtazioni operate sui corrispettivi e delle penali contestate o applicate, verificando quale incidenza tali elementi avrebbero potuto avere sui costi del servizio considerati nel Piano Economico Finanziario e, nei limiti e secondo le regole tariffarie applicabili, sulla TARI posta a carico dei cittadini.
Il principio politico-amministrativo che il gruppo intende affermare è semplice: i cittadini devono sostenere il costo dei servizi effettivamente resi e correttamente riconoscibili secondo il contratto e la disciplina tariffaria. Per le prestazioni eventualmente non rese occorre accertare se siano state operate le dovute decurtazioni; per le eventuali inadempienze occorre verificare se siano state applicate le conseguenze previste dagli atti contrattuali.
Non si tratta, precisa il gruppo consiliare, di formulare anticipatamente conclusioni che devono invece emergere dagli atti. Proprio per questo l’interrogazione chiede di conoscere anche ordini di servizio, diffide, contestazioni, verbali di sopralluogo e controdeduzioni eventualmente prodotti dal novembre 2021 ad oggi, con numero di protocollo, data, autore, destinatario ed esito.
«Il nostro compito – prosegue Modaffari – non è sostituirci agli uffici né pronunciare sentenze preventive. Il compito di un consigliere comunale è controllare. E controllare significa chiedere che ogni euro pagato dai cittadini corrisponda a servizi realmente resi e che, quando un contratto stabilisce obblighi, controlli e conseguenze per le eventuali inadempienze, tali disposizioni non rimangano semplicemente sulla carta».
RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ ritiene quindi che sia arrivato il momento di chiudere definitivamente una vicenda che si trascina da troppo tempo. L’obiettivo non è alimentare polemiche fini a se stesse, ma ottenere un risultato concreto: dotare finalmente il Cimitero comunale di San Cataldo di un sistema effettivo, completo e correttamente organizzato di raccolta differenziata, nel rispetto degli atti contrattuali e del decoro che un luogo particolarmente caro alla comunità merita.
Non si tratta di sostenere che ogni euro di penale produca automaticamente una riduzione della TARI di pari importo: una simile equivalenza richiede una verifica tecnico-contabile alla luce delle regole applicabili al PEF. Proprio per questo RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ chiede agli uffici competenti una quantificazione analitica, documentata e verificabile dell’eventuale impatto economico.
L’obiettivo finale resta concreto: rendere finalmente effettiva la raccolta differenziata nel Cimitero comunale di San Cataldo, assicurare il rispetto dei patti contrattuali e garantire che il rapporto economico con il gestore rifletta le prestazioni realmente eseguite e correttamente accertate.
«DOPO CINQUE ANNI NON SERVONO ALTRE PROMESSE: SERVONO ATTI, CONTROLLI, TRASPARENZA E RISULTATI.»
“RISPETTARE I CONTRATTI SIGNIFICA, PRIMA DI TUTTO, RISPETTARE SAN CATALDO E I SUOI CITTADINI”.
Giampiero Modaffari Capogruppo di Riprendiamoci la Città

