da Italia Nostra Sicilia riceviamo e pubblichiamo:
Non può che definirsi allarmante la situazione dei musei e dei parchi archeologici siciliani, segnati da gravi carenze di personale e da sistemi di sorveglianza spesso inadeguati. Il caso del Museo Regionale Accascina di Messina è emblematico, ma purtroppo non isolato. A essere esposto a rischi crescenti è l’intero patrimonio culturale dell’Isola.
Emergono, con sempre maggiore evidenza, criticità che riguardano organici insufficienti, aperture limitate o condizionate dalla mancanza di personale, impianti d’allarme obsoleti o non collegati alle forze dell’ordine, assenza di adeguati sistemi di videosorveglianza e strutture che rimangono chiuse al pubblico per lunghi periodi.
Il Museo dei Relitti Greci di Gela è chiuso per l’impossibilità di garantire la vigilanza con il personale attualmente disponibile, mentre il ricchissimo Museo Archeologico Regionale, chiuso da quattro anni per lavori di consolidamento e ristrutturazione, non ha ancora riaperto per analoghe carenze di personale. Notevoli criticità interessano anche il Parco archeologico di Morgantina e la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. Palazzo Mirto, a Palermo, è chiuso al pubblico dal 2023, mentre al Museo Salinas il primo e il secondo piano risultano inaccessibili a causa di carenze organizzative e di organico. Chiuso da anni anche il Museo Regionale Interdisciplinare di Caltanissetta, interdetto al pubblico per lavori di manutenzione straordinaria e anch’esso con personale insufficiente.
Ancora più preoccupante è il quadro relativo alla sicurezza dei quattordici parchi archeologici siciliani, molti dei quali presentano impianti d’allarme obsoleti o non collegati alle forze dell’ordine. Nell’agosto 2026, a seguito di una visita ispettiva, sono state inoltre segnalate gravi carenze nei sistemi di protezione dell’Antiquarium Pirro Marconi di Himera, dove sono custoditi preziosi reperti archeologici.
È un quadro inaccettabile, che richiede interventi urgenti e una strategia complessiva per la gestione, la sicurezza e la valorizzazione dei beni culturali siciliani.
Il Governo siciliano si attivi senza ulteriori ritardi e predisponga un piano straordinario per la sicurezza dei musei e dei parchi archeologici, affrontando in maniera strutturale le carenze di personale e le insufficienze delle infrastrutture di protezione.
La Sicilia custodisce uno dei patrimoni storici, artistici e archeologici più importanti al mondo. Non è quindi più tollerabile affidarne la tutela a soluzioni emergenziali, interventi frammentari e organici ridotti all’osso.
È indispensabile bandire nuovi concorsi per potenziare e qualificare gli organici, investire nella formazione e garantire la presenza di personale adeguatamente preparato, in grado di assicurare la custodia, la sicurezza e la corretta fruizione dei luoghi della cultura. Un investimento che rappresenterebbe anche un’importante opportunità occupazionale per i tanti talentuosi giovani siciliani, consentendo loro di costruire il proprio futuro professionale nell’Isola.
Servono visione, programmazione e qualità progettuale. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale non possono essere affidate all’improvvisazione: richiedono risorse adeguate, competenze, responsabilità istituzionali e interventi concreti.
La salvaguardia di questo straordinario patrimonio è un dovere verso la nostra storia, la nostra identità e le generazioni future.
Prof. Nella Tranchina
Presidente di Italia Nostra Sicilia
Prof. Leandro Janni
Vicepresidente di Italia Nostra Sicilia
(Le foto allegate sono di Leandro Janni)



