Si è svolto nell’aula Senatore Giuseppe Alessi del Comune di San Cataldo il Consiglio comunale monotematico, richiesto dai consiglieri di opposizione e convocato in seduta straordinaria e aperta al pubblico, sullo stato di degrado strutturale e degli interventi di messa in sicurezza urgente, iniziati oggi, del Cimitero comunale a seguito dei recenti crolli, con la presenza di un numero esiguo di cittadini e una trentina collegati on line.
La prima parte dell’incontro è stata dedicata agli aspetti tecnici. A riferire sullo stato dell’arte, su richiesta dei consiglieri, oltre all’assessore Marcello Frattallone, anche il responsabile dell’Ufficio Patrimonio, Fabio Cortese. In questo momento gli interventi di somma emergenza, con decisione prese in sinergia con Prefettura e Asp, prevedono l’estumulazione nelle tre sezioni interessate (25-26-27), la catalogazione e la sistemazione in un’area che accoglierà i feretri (175 in totale dal 1956 al 1970, di cui cinque dopo il 2000) con scaffalature metalliche, protette dalla vista e dalle intemperie con gazebo e teli. Successivamente saranno contattati i familiari per stabilire il ricollocamento in loculi o in ossari. Entro l’anno prevista la progettazione, entro l’estate iniziano i lavori di ricostruzione, dopo aver demolito le tre sezioni, eliminato le macerie, eseguite le indagini geologiche. La chiusura del cimitero prevista fino al prossimo 2 ottobre è stata necessaria dopo aver valutato i tempi dell’estumulazione (circa 10-15 giorni) e per questioni sanitarie, di decoro e logistiche, per depositare infatti è necessario attraversare la zona dell’ingresso.
Tra le richieste di chiarimenti sono emerse quelle sui tempi di ricollocazione e ripristino, anche in vista della commemorazione dei defunti nei primi giorni di novembre, l’amministrazione ha assicurato la riapertura.
Dal Consiglio sono giunte anche proposte accolte dalla Giunta: istituire una task force per la progettazione sin da ora e una diffusione capillare degli elenchi di appartenenza dei feretri (Massimo Emma de Le spighe); valutare anche allocazione in collaborazione con mutuo soccorso nel rispetto delle normative e un servizio di pulizia e decoro degli spazi cimiteriali alla riapertura (Rosario Sorce di Forza Italia).
E’ stata inoltre l’occasione per discutere di altre problematiche che riguardano il cimitero: un’attenzione particolare alle guglie del portale d’ingresso e agli altri edifici monumentali, valutare la possibilità di altri accessi e prevedere interventi sul cosiddetto “ferro di cavallo”, lo spiazzale all’interno del cimitero.
E’ seguito il dibattito politico. Ad intervenire Rosario Sorce, Bartolo Mangione,Vincenzo Naro, Giampiero Modaffari, Marco Imera, Massimo Emma e Mario Lupica, che, parlando a nome dell’opposizione, ha affermato che l’emergenza era un fatto prevedibile e doveva essere attenzionata già dal primo crollo del settembre 2025. Rendicontazione immediata e trasparente dei 285 mila euro; istituzione entro 24 ore di uno sportello informativo fisico e telefonico gestito dai Servizi Cimiteriali e la garanzia di totale gratuità per le famiglie; la garanzia di riapertura del Cimitero in tempo utile per la commemorazione dei defunti; e un Piano di monitoraggio strutturale straordinario di tutti i muri di cinta sono le risposte che chiedono.
All’affermazione di Lupica “La ricreazione è finita”, il sindaco Gioacchino Comparato ha replicato “La mia non è mai iniziata. In questi anni abbiamo lavorato anche per il cimitero e l’intervento dello scorso anno e questa emergenza sono due cose diverse ”.

