dal gruppo consiliare di San Cataldo Riprendiamoci la Città riceviamo e pubblichiamo:
«I PATTI CONTRATTUALI DEVONO ESSERE RISPETTATI. SE VI SONO INADEMPIMENTI, SI APPLICHINO SANZIONI E PENALI»
Modaffari reitera l’interrogazione sulla raccolta differenziata: chiesti atti, contestazioni, penali applicate e verifica delle somme eventualmente dovute al Comune
Il gruppo consiliare Riprendiamoci la Città, attraverso il capogruppo Giampiero Modaffari, ha reiterato l’interrogazione riguardante la mancata installazione dei contenitori destinati alla raccolta differenziata all’interno del cimitero comunale, dopo la risposta fornita dall’Amministrazione nella seduta consiliare del 15 settembre 2026.
La questione posta da Riprendiamoci la Città va oltre il semplice problema della presenza o meno dei contenitori: riguarda il rispetto degli obblighi assunti dal gestore attraverso il contratto, il Capitolato speciale d’appalto e l’offerta tecnica presentata in sede di gara.
Gli atti richiamati nell’interrogazione prevedono infatti espressamente l’installazione nel cimitero di contenitori destinati alle diverse frazioni di rifiuto e stabiliscono che gli stessi debbano essere presenti in numero necessario, adeguatamente distribuiti e svuotati almeno tre volte alla settimana. L’interrogazione evidenzia inoltre che tali previsioni costituiscono obblighi esecutivi e non semplici indicazioni facoltative.
Da qui la questione fondamentale posta dal gruppo consiliare: “se una prestazione è prevista dal contratto ed è compresa nel corrispettivo pagato dal Comune, quella prestazione deve essere effettivamente resa. Se non viene resa, l’Amministrazione deve verificare l’inadempimento e attivare tutti gli strumenti previsti dal contratto a tutela dell’Ente e dei cittadini”.
Il Capitolato richiamato negli atti prevede infatti specifiche conseguenze in caso di violazioni contrattuali e contempla, per la mancata fornitura o il mancato posizionamento dei contenitori, una penale di 50 euro per ogni giorno di ritardo e per ogni contenitore, ferma restando la necessità di verificare puntualmente presupposti, contestazioni, termini, eventuali controdeduzioni e concreta applicabilità delle somme.
«Il punto per noi è molto semplice – dichiara Giampiero Modaffari –: i contratti sottoscritti dal Comune non possono rimanere sulla carta. Se il Comune paga per determinate prestazioni, queste devono essere eseguite esattamente secondo quanto previsto. E quando ciò non accade, occorre accertare tempestivamente l’inadempimento, contestarlo e applicare, ove ne ricorrano i presupposti, le sanzioni e le penali previste.»
L’interrogazione principale chiedeva già di conoscere quali contestazioni, diffide, ordini di servizio e penali fossero stati adottati dal 2019 in relazione al servizio cimiteriale, nonché se fossero state effettuate trattenute sulle fatture e quali iniziative fossero state assunte per evitare la perdita di eventuali crediti del Comune.
La reitera insiste proprio su questo aspetto. Secondo quanto riportato nell’atto, nella risposta del 15 settembre l’Amministrazione avrebbe fatto riferimento a controlli, criticità e misure correttive o sanzionatorie, ma senza indicare puntualmente estremi degli atti, date, importi, contestazioni, penali applicate o eventuali trattenute effettuate.
Per questo Riprendiamoci la Città chiede ora una ricostruzione documentale completa: numero dei contenitori effettivamente dovuti, documentazione relativa alla loro eventuale consegna e collocazione, contestazioni effettuate, diffide, ordini di servizio, penali applicate, importi trattenuti e stato dell’eventuale riscossione. Viene inoltre richiesto agli uffici di predisporre il calcolo ufficiale delle penali astrattamente applicabili, sulla base dei dati certificati e delle procedure contrattuali.
«Non chiediamo di applicare penali in maniera automatica o senza le necessarie verifiche – precisa Modaffari –. Chiediamo qualcosa di molto più elementare: verificare gli atti, accertare ciò che è stato o non è stato eseguito e, quando ricorrono i presupposti previsti dal contratto, far valere fino in fondo i diritti del Comune. Amministrare significa anche questo: controllare l’esecuzione dei contratti e tutelare le risorse pubbliche.»
La questione assume particolare rilievo anche sotto il profilo economico. Nella reitera viene sottolineato che eventuali prestazioni non rese, penali, detrazioni o somme recuperabili possono incidere sui rapporti economici con il gestore e, conseguentemente, sui costi complessivi del servizio posti a carico della collettività attraverso la TARI.
Per Riprendiamoci la Città, dunque, la questione non può essere ridotta alla sola presenza dei cassonetti nel cimitero.
È una questione di corretta gestione del denaro pubblico, di controllo sull’esecuzione di un contratto e di tutela dell’interesse del Comune.
«Prima di porre integralmente a carico dei cittadini il costo di un servizio – conclude Modaffari – è necessario poter dimostrare che l’Amministrazione abbia preteso dal gestore il rispetto di tutte le prestazioni contrattualmente dovute e che, in presenza di eventuali inadempimenti, abbia esercitato ogni azione prevista dal contratto. Dopo anni di segnalazioni servono atti, date, importi e, quando dovute, sanzioni e penali.»
La reitera chiede infine una risposta scritta, puntuale e documentata, nonché l’indicazione degli interventi immediati che saranno adottati per rendere effettivamente operativo nel cimitero il sistema di raccolta differenziata previsto dagli atti contrattuali e per tutelare l’Ente qualora emergano crediti non accertati, contestazioni omesse o altri possibili profili di pregiudizio economico.
Giampiero Modaffari
Consigliere Comunale – Capogruppo RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ

