E’ l’icona del successo nisseno nel mondo che ha attraversato un secolo di storia: Rosario Alessi, Saro per tutti a Caltanissetta, Presidente onorario dell’ACI, della SARA e di tanti altri Enti, oggi ha ricevuto nel cuore della sua città, nel contesto suggestivo dell’antica chiesa di S. Maria degli Angeli, il riconoscimento di Presidente onorario dell’Automobile Club nisseno, che ha presieduto per oltre 20 anni, portandolo ad essere il primo in Italia per tutti i servizi offerti.
Ha inventato il 116 soccorso stradale, ha promosso la legge sull’educazione stradale nelle scuole, ha guidato l’ACI nazionale per cinque mandati consecutivi, è stato ai vertici della FIA che gestisce la Formula 1, e ha contribuito a costruire intorno all’automobilismo una cultura e un quadro normativo solido che colloca l’Italia ai primi posti nel mondo.
Caltanissetta, in cui è ancora orgogliosamente residente, come ha voluto ricordare, è la città a cui è più profondamente legato, e che ha saputo portare fuori dai suoi limiti provinciali, a cominciare dalla promozione della Coppa Nissena fin dai primi anni del dopoguerra, con la sua rete di relazioni, i suoi rapporti con la politica, puntando sull’automobilismo, la sua passione da sempre, in Sicilia sport aristocratico e popolare di grande tradizione, come frontiera della modernizzazione della tecnologia, degli stili di vita e del costume.
Ha frequentato l’alta società rimanendo se stesso, con la solidità dell’educazione di una famiglia che con lo studio e il lavoro professionale è stata un archetipo della formazione di una nuova classe dirigente. Ha puntato il suo sguardo acuto sulle dinamiche del potere che ha conosciuto da vicino senza diventare rapace, mantenendo sempre quell’ironia tipica dei nisseni migliori, quel disincanto della giusta distanza, mai rassegnato, mai cinico, mai retorico, sempre fertile di idee, di soluzioni possibili.
Nella cerimonia di oggi, una festa con parterre familiare senza ufficialità di vetrina, con tutti gli uomini e le donne dell’ACI che hanno lavorato in questi anni, e il figlio Carlo attuale presidente dell’AC nisseno, ha dispiegato in pochi minuti la memoria di un’esperienza straordinaria, che ne fa una fonte storica vivente. Da Ferrari a Mattarella, da Berlusconi a Prodi, da Agnelli a Macaluso, da Sciascia al Procuratore Costa, fino a Pippo Baudo e a San Giovanni Paolo II, ha conosciuto e frequentato le personalità che hanno fatto la storia nei più diversi campi, e di ognuno può ricordare esperienze, discorsi, retroscena, aspetti sconosciuti, con la familiarità di chi li ha visti da vicino.
Possiamo dire che sia stato un volto sorridente del potere, in tante circostanze. Come quando, giovanissimo avvocato, accettò di assistere la principessa Lanza di Scalea che doveva riscuotere un risarcimento dal boss mafioso Giuseppe Genco Russo contro il quale nessun altro avvocato nisseno aveva voluto procedere, riuscendo a fargli sborsare diversi milioni per dare seguito ad una sentenza della magistratura che il boss non aveva avuto nessuna intenzione di onorare.
La sua esperienza è un esempio concreto di come un giovane nisseno possa arrivare vicino al tetto del mondo senza scontare il limite del nostro essere periferia, senza l’alibi della marginalità, senza il complesso degli ultimi della classe. Senza perdere le proprie radici, con la gioia di tornare a casa, rimanendo uno di noi


