ANIA e CASA MIA: emergenza abitativa in Sicilia, il diritto alla casa va garantito con un Patto siciliano dell’abitare

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ANIA e CASA MIA lanciano un appello congiunto alle istituzioni regionali e locali. servono vere politiche abitative, non scorciatoie ideologiche.
L’emergenza abitativa che attraversa le città siciliane non è più una situazione episodica né riguarda esclusivamente le fasce di povertà estrema,
È diventata una questione sociale, economica e urbana che coinvolge famiglie a basso reddito, ceto medio, giovani coppie, lavoratori, studenti, anziani e nuclei monoreddito, dichiara il Segretario del Sindacato inquilini ANIA Andrea Monteleone.
In Sicilia risultano migliaia di famiglie in attesa di un alloggio pubblico, mentre il patrimonio abitativo esistente presenta contemporaneamente fenomeni di inutilizzo, degrado, occupazione senza titolo e crescente difficoltà di accesso.
Le fonti richiamate nel dibattito regionale sull’Abitare, indicano circa 35.000 domande di alloggi popolari giacenti a fronte di un numero molto limitato di assegnazioni.
Parallelamente, il mercato della locazione e quello della compravendita sono diventati sempre più difficili da sostenere per una parte crescente della popolazione.
Secondo i dati riportati dal Delegato Regionale dell’Associazione Proprietari CASA MIA Gaetano Bonura, negli ultimi quindici anni gli affitti in Sicilia sono aumentati del 30%, mentre i prezzi delle abitazioni sono cresciuti di oltre il 60%, a fronte di salari rimasti sostanzialmente stagnanti.
ANIA e CASA MIA ritengono necessario dirlo con chiarezza, l’emergenza abitativa è anche il risultato di anni di assenza o insufficienza di politiche strutturali per la casa.
Non sono sufficienti semplici interventi ordinari quando l’emergenza esplode.
Non è sufficiente annunciare piani straordinari, bonus temporanei o misure frammentarie.
Occorre una strategia pluriennale capace di aumentare l’offerta abitativa accessibile, recuperare il patrimonio esistente, sostenere le famiglie in difficoltà e rendere nuovamente equilibrato il rapporto tra redditi e costo dell’abitare. Serve il “Piano Casa” approvato dal Governo Nazionale ma che ad oggi ancora non si ha contezza.
Secondo dati statistici, in Sicilia esistono tra 400 e 500 mila abitazioni sfitte, ma bisogna avere l’onestà intellettuale di ammettere che sono abitazioni ubicate nei piccoli comuni in via di spopolamento, mentre contemporaneamente cresce il numero delle famiglie che non riescono ad accedere a un’abitazione dignitosa se vivono nelle città più grandi e turistiche.
La questione non può certamente essere affrontata semplicemente aumentando il numero delle costruzioni, ma occorre mettere in relazione, patrimonio esistente, domanda abitativa, redditi e regole del mercato.
ANIA e CASA MIA condividono il principio secondo cui avere una casa dignitosa è una condizione fondamentale per la vita delle persone e per la coesione sociale.
Ma proprio perché il diritto all’abitare è importante, riteniamo profondamente sbagliata qualsiasi impostazione che pretenda di trasformare l’occupazione senza titolo di un immobile in una modalità ordinaria o socialmente legittimata di accesso alla casa.
Non possiamo accettare l’idea che una famiglia in difficoltà debba necessariamente diventare controparte di un’altra famiglia, di un piccolo proprietario, di un anziano che dispone di un’unica abitazione o di un locatore che, a sua volta, può trovarsi esposto al rischio di morosità.
La risposta all’emergenza deve essere pubblica, programmata e trasparente, non affidata alla forza, all’occupazione o alla capacità di imporsi rispetto a chi rispetta le graduatorie e le regole.
Esiste inoltre un problema di equità: migliaia di famiglie attendono legittimamente l’assegnazione di un alloggio pubblico e rispettano le procedure previste. L’occupazione di un immobile non può diventare un canale alternativo che finisce per penalizzare proprio chi attende da anni seguendo le procedure.
Allo stesso tempo, CASA MIA e ANIA ritengono che difendere la proprietà privata non significhi negare il diritto alla casa.
Un mercato della locazione sano ha bisogno sia di inquilini tutelati sia di proprietari messi nelle condizioni di offrire gli immobili in locazione senza essere esposti a rischi eccessivi.
La contrapposizione ideologica tra proprietari e inquilini non serve a nessuno.
Il proprietario deve poter contare su regole certe, tempi ragionevoli, strumenti efficaci contro la morosità e un sistema di garanzie.
L’inquilino deve poter contare su canoni sostenibili, contratti trasparenti, tutela dalle situazioni di disagio economico e strumenti pubblici capaci di prevenire lo sfratto quando la morosità è effettivamente incolpevole.
La casa deve tornare a essere un terreno di equilibrio sociale, non un campo di battaglia.
La nostra critica principale è dunque rivolta a chi, negli anni, non ha costruito una politica organica della casa all’altezza della dimensione del problema.
Oggi si evidenzia come l’affitto o la rata del mutuo arrivano a impegnare circa il 40% del salario medio siciliano, oltre la soglia di sostenibilità del 30% indicata come riferimento.
Questa situazione contribuisce anche a una più ampia crisi del mercato immobiliare residenziale: quando una parte significativa della popolazione non dispone di redditi sufficienti per comprare o affittare, il mercato perde la sua funzione sociale ed economica.
Non è quindi sufficiente denunciare il caro-affitti. Bisogna interrogarsi sulle condizioni che lo hanno prodotto.
Palermo, Catania, Messina, Siracusa e le altre città siciliane stanno vivendo, con intensità differenti, una crescente pressione abitativa.
Particolarmente delicata è la situazione dei territori turistici e universitari, dove la crescita delle locazioni brevi può sottrarre parte del patrimonio al mercato della residenza stabile. Il documento segnala, per esempio, una forte pressione sui canoni e una riduzione dell’offerta abitativa stabile in numerose città siciliane.
ANIA e CASA MIA ritengono pertanto necessario un confronto serio sugli effetti che le trasformazioni del mercato immobiliare stanno producendo sulla casa.
Non siamo contrari al turismo, né all’iniziativa privata.
Siamo contrari a un modello nel quale abitare stabilmente una città diventa economicamente impossibile per chi in quella città lavora, studia e costruisce la propria famiglia.
Per questo ANIA e CASA MIA propongono di superare la tradizionale contrapposizione tra rappresentanza degli inquilini e rappresentanza dei proprietari e di costruire un Patto siciliano per l’abitare.
Un patto fondato su alcune priorità concrete:
Recuperare immediatamente il patrimonio pubblico inutilizzato.
Gli alloggi ERP non utilizzabili devono essere censiti, messi in sicurezza, ristrutturati e assegnati secondo criteri trasparenti.
Utilizzare le risorse già disponibili.
Il patrimonio e le risorse destinate alle politiche abitative non possono rimanere inutilizzati mentre migliaia di famiglie attendono una soluzione.
Incentivare il canone concordato.
Ai proprietari che scelgono di mettere gli immobili sul mercato a canone sostenibile devono essere garantiti incentivi fiscali e strumenti pubblici di garanzia.
Creare un sistema pubblico di garanzia per proprietari e inquilini.
L’obiettivo deve prevenire la morosità, favorire la stipula dei contratti e ridurre il rischio di abbandono degli immobili.
Regolare le locazioni brevi nelle aree sottoposte a maggiore pressione abitativa.
Occorre tutelare l’equilibrio tra economia turistica e diritto alla residenza stabile.
Favorire il recupero dell’edilizia esistente anziché nuovo consumo di suolo.
La priorità deve essere il recupero e la rigenerazione del patrimonio già costruito.
ANIA – Sindacato Inquilini
CASA MIA – Sindacato dei Proprietari

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