Salute mentale. Si apre una nuova fase di dialogo tra Assessorato e Movimento: il 27 ottobre si insedia il Tavolo regionale

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da Si può Fare per il Lavoro di Comunità ETS riceviamo e pubblichiamo:

Salute mentale. Si apre una nuova fase di dialogo istituzionale tra Assessorato e Movimento
Dopo la richiesta di incontro avanzata a luglio, il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale è stato convocato il 27 ottobre presso l’Assessorato regionale alla Salute per dare il via al tavolo di confronto sulle istanze del Movimento

Palermo 6, ottobre 2026 – Il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale è stato convocato il 27 ottobre all’Assessorato regionale alla Salute per dare inizio ai lavori del tavolo operativo che riguarda le gravi criticità che da tempo affliggono il sistema della salute mentale in Sicilia. Il tavolo arriva in risposta all’iniziativa promossa dal Movimento nel luglio scorso in ARS quando era stato presentato un Documento-manifesto contenente dieci domande rivolte all’Assessore regionale alla Salute, con la richiesta di pronunciamenti concreti sulle principali emergenze del settore. In quella occasione il Movimento aveva annunciato che, in assenza di un confronto con l’Assessorato, avrebbe promosso una nuova mobilitazione, questa volta davanti al Palazzo della Presidenza della Regione.
La convocazione del 27 è la risposta concreta che fa seguito ad un incontro avvenuto il primo ottobre, nel corso del quale era stata manifestata la disponibilità dell’Assessorato a istituire un tavolo di confronto operativo con il Movimento per affrontare le diverse problematiche sollevate e discutere le istanze contenute nel Documento-manifesto. Per il Movimento già questo costituiva un atto concreto di disponibilità al confronto da parte dell’Assessorato e, proprio per consentire l’avvio di questo percorso, la manifestazione prevista per il 13 ottobre era stata sospesa.
All’incontro del primo ottobre era presente la stessa delegazione, che si presenterà il 27 ottobre, composta da Fiorentino Trojano, CGIL Medici; Gaetano Sgarlata, presidente di Si può fare per il lavoro di Comunità; Caterina Cottone, associazione familiare Meravigliosamente; Adriana Ferruccio, associazione familiare Pegaso e Consulta degli utenti, familiari e associazioni del DSM di Messina; Monica Genovese, CGIL;; Francesca Dal Maschio, associazione Punto di partenza; Elisabetta Vanin, APEI; e Giuseppe Pastorello, presidente di Noi per la Salute – Tina Anselmi.
Tra i presenti anche l’on. Valentina Chinnici in rappresentanza dell’intergruppo parlamentare che si è intestato tra le sue battaglie, anche quella sulla salute mentale. La sua dunque una presenza transpartitica politicamente trasversale, perché come ha sottolineato nel suo intervento, quando si parla di salute, bisogna superare le appartenenze e le logiche di partito e guardare al bene dei cittadini e della comunità.
In rappresentanza dell’assessorato erano invece presenti Giuseppe Sgroi, Capo di Gabinetto dell’assessore regionale alla Salute; Maurizio D’Arpa, dirigente del Servizio 9 – Tutela della fragilità – Area integrazione socio-sanitaria; Marco Fiorella, dell’Ufficio di Gabinetto; e Tatiana Agelao, Dirigente Generale del Dipartimento per la Pianificazione Strategica.

“Noi rappresentiamo un sommerso, fatto di famiglie stanche, senza più forze, avvilite e rassegnate – dichiara la rappresentante di Punto di partenza- non ce la facciamo più a sopperire al vuoto istituzionale inventandoci giorno dopo giorno un Welfare familiare che non può e non deve sostituirsi a quello istituzionale” ha dichiarato Adriana Ferruccio.
Secondo la rappresentante dell’APEI “lo sguardo pedagogico nei servizi per la salute mentale è necessario, non opzionale. Pedagogisti ed Educatori professionali socio-pedagogici nelle équipe multidisciplinari
sono una risorsa essenziale per leggere i bisogni in ottica ICF, valorizzare l’unicità della persona e costruire un progetto di vita orientato all’autonomia e all’inclusione”.
Le fa eco la rappresentate di Meravigliosamente e presidente uscente della Consulta di Palermo “La salute mentale non può essere considerata soltanto una questione sanitaria. Quando i servizi non riescono a garantire continuità, presa in carico e sostegno alle famiglie, il problema diventa inevitabilmente sociale, familiare e istituzionale. I familiari possono rappresentare una grande risorsa per le istituzioni, conoscono bene i bisogni e le difficoltà del percorso di cura. Per questo devono essere ascoltati, coinvolti e considerati parte integrante dei processi di presa in carico.”

Le singole associazioni si sono riunite in una realtà più ampia ovvero il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale, che mette insieme associazioni di familiari e utenti, organizzazioni del Terzo settore, sindacati e altri soggetti impegnati sul tema della salute mentale.
È proprio questa nuova dimensione rappresentativa a caratterizzare il confronto avviato in questi giorni, che non è più soltanto un tavolo tecnico su singole criticità, ma l’apertura di un confronto politico-istituzionale tra l’Assessorato regionale alla Salute e un soggetto regionale che rappresenta una pluralità di realtà impegnate nella tutela della salute mentale.

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