Se ne va Nicola Spena, anima appassionata della Settimana Santa nissena, ha impersonato per quasi un secolo l’orgoglio di essere nisseni

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Nicola Spena ha lasciato questo mondo, dopo una vita dedicata alla sua città e alle sue tradizioni, di cui è stato custode e promotore con una passione profonda, inesauribile, che trasmetteva energia e costruiva identità, intorno soprattutto ai riti della Settimana Santa di cui è stato da sempre protagonista.

Presidente fondatore dell’Associazioni Piccoli Gruppi Sacri, le Varicedde del Mercoledì Santo, nel 1994, la prima associazione che ha dato ordine e veste giuridica ad un soggetto collettivo della Settimana Santa, esempio che ha fatto scuola, poi seguito dalle altre aggregazioni. Aveva rilanciato i “Sabatini” preparatori della Settimana Santa per le categorie della Real Maestranza e del Giovedì Santo, approfondendone lo spessore spirituale e devozionale, nelle chiese del centro storico e in cattedrale. Era “l’uomo del Sinedrio” la grande Vara dei Comune fiore all’occhiello del Giovedì Santo, di cui dopo la pensione curava gratuitamente la gestione, lui che era stato per una vita funzionario del Comune, prima da Vigile Urbano, poi responsabile degli uffici statistica e archivio e poi, dal 1996 al 2003, direttore del Cimitero monumentale degli Angeli.

L’identità nissena era impressa nel suo DNA, con passione e intelligenza propositiva, con rigore e intransigenza rispetto alle trasgressioni, cura maniacale di tutti i particolari e capacità progettuale per valorizzare il patrimonio religioso e antropologico della Pasqua nissena con iniziative sempre nuove: l’esposizione delle Varicedde nell’atrio del Comune dopo la processione, la Mostra permanente nella Sala espositiva “Salvatore Capizzi” , intitolata allo scultore più importante dei Piccoli Gruppi, a cui aveva voluto tenacemente che si dedicasse la piazzetta Girgenti per onorarne il lavoro artistico prezioso per la città.

Nel 2000 riuscì ad ottenere dal Ministero delle Poste l’emissione di un francobollo dedicato alle Varicedde, di cui andava orgogliosissimo, come simbolo del valore nazionale che era stato riconosciuto alla “sua” processione.

Per promuovere e tutelare le tradizioni dell’identità cittadina non faceva sconti a nessuno “zio Nicola”, interlocutore sempre rigoroso delle istituzioni, senza subalternità ne compromessi, critico e disposto alla polemica se veniva compromesso il decoro e la qualità delle manifestazioni, con l’obiettivo esclusivo di fare sempre meglio e sempre di più, di portare in alto il nome della sua città e di costruire una rappresentazione collettiva in cui tutti potessero riconoscersi con l’orgoglio di essere nisseni.

La sua energia indomabile lo ha sostenuto anche negli ultimi anni, segnati da problemi di salute che non gli impedivano però di partecipare alle funzioni, con fede sincera, con spirito vivace, con attenzione e rispetto per i simboli che sapeva essere il codice antico identificativo della storia di tutti, e che avrebbe voluto che tutti conoscessero e valorizzassero.

Ha trasmesso questo suo patrimonio identitario a nuove generazioni di devoti e soprattutto al figlio, Michele, che ne ha raccolto il testimone di Presidente dell’Associazione Piccoli Gruppi e di anima pensante della Settimana Santa tutta.

A Michele e alla famiglia di “Zio Nicola” l’abbraccio solidale dellla redazione de ilcaffèquotidiano.online e le condoglianze più sentite, con l’impegno di non dimenticarlo mai.

foto di Michele Pecoraro

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