Oggi 9 aprile, in Piazza Tortorici, la comunità di Montedoro si è ritrovata per un momento carico di significato: l’inaugurazione della panchina rossa dedicata a 𝐺𝑖𝑢𝑠𝑒𝑝𝑝𝑖𝑛𝑎 𝑃𝑟𝑜𝑣𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎, vittima di femminicidio 25 anni fa.
Giuseppina aveva solo 29 anni quando fu uccisa dal marito, nel giorno della festa del Santo patrono. Il marito, un soggetto problematico, dichiarò che era “caduta dalle scale”. E’ stato condannato a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 in Cassazione. Una ferita che il tempo non cancella, ma che oggi diventa memoria viva e impegno collettivo.
“Particolarmente significativa la presenza alla cerimonia di inaugurazione della panchina della figlia di Giuseppina, che era neonata al tempo dei fatti – dichiara il Sindaco Renzo Bufalino – e che è cresciuta con i nonni paterni. Ha pronunciato parole chiare sui femminicidi, augurandosi che eventi di questo genere non debbano verificarsi più”
Questa panchina non è solo un simbolo. È un invito a non voltarsi dall’altra parte.
È un luogo che parla alle coscienze, soprattutto alle nuove generazioni.
Per questo all’iniziativa l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Renzo Bufalino ha voluto che partecipassero le studentesse e gli studenti del plesso scolastico di Montedoro: perché è proprio dall’educazione e dalla consapevolezza che nasce il cambiamento. “Ogni ordine di scuola, dai piccolissimi dell’infanzia ai ragazzi di scuola media – spiega il Sindaco Bufalino – ha voluto partecipare, con un vaso pieno di cuoricini ritagliati, pensieri e riflessioni sulla violenza contro le donne scritti e consegnati sulla panchina rossa, dove le donne dell’Associazione “Noela Carlotta” hanno deposto un mazzo di fiori per Giuseppina”.
Montedoro ha così due panchine rosse: oltre a quella per Giuseppina Provvidenza, lo scorso anno è stata inaugurata quella per Lucia Mantione, uccisa nel 1955 per aver resistito ad un tentativo di violenza. Sono il segno dell’impegno quotidiano di un’intera comunità per estirpare dalla propria vita sociale la violenza contro le donne, gli stereotipi e i pregiudizi che da sempre l’hanno accompagnata



