A proposito di legge elettorale: ne vogliamo parlare di preferenze…

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di Claudio Vassallo

È tempo di reintrodurre nel voto le preferenze, perché ridare ai cittadini la possibilità di scegliere coloro che devono rappresentarli in Parlamento non è più rinviabile. Ed oggi, che si ritorna a discutere di legge elettorale, non affrontare il tema delle preferenze, equivale a scegliere di perpetrare quello “scippo” della sovranità popolare, che le “liste bloccate” rappresentano.

L’art. 1 della nostra Costituzione così recita: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Certo l’utilizzo, in relazione all’esercizio della sovranità, del termine “limiti”, può risultare (ma solo se si è molto distratti) fuorviante, inducendo a pensare che sia compito della legge porre limiti alla sovranità popolare. Ora, mi pare fin troppo chiaro, come il Costituente abbia fatto ricorso alle parole “modi” e limiti, non in senso negativo, col fine di comprimere l’esercizio della sovranità appartenente al Popolo, ma in senso positivo, attribuendo alla legge il compito di individuare la “giusta via”; intendendo per essa quella capace di rendere tale esercizio veramente compiuto.

È invece del tutto evidente come non possa essere la “giusta via” quella che porta alla sostituzione del potere di “scelta” con quello, molto meno significativo, di “avallo” Perché è palese che quando il cittadino si trova dinnanzi ad una lista (bloccata!!!), che contiene già (per buona parte e solo con qualche piccola eccezione) i nominativi degli eletti e dei non eletti, in realtà non è chiamato veramente a scegliere, ma solo ad avallare scelte prese da altri, in luoghi e con logiche talvolta distanti.

A ciò va aggiunto come la nostra sia una Repubblica parlamentare, cosa che si desume da tutto l’impianto costituzionale e questo nonostante i malcelati tentativi di trasformarla, nei fatti, in altro. Tutte le repubbliche parlamentari si caratterizzano per il fatto che la volontà del Popolo, l’indirizzo politico del Paese, in esse si forma e concretizza all’interno del Parlamento, che per tale ragione è eletto, nel senso che deve essere scelto, direttamente dal Popolo.

Non mi dilungo sugli effetti che in questi anni ha prodotto il sistema delle liste bloccate, ma è bene almeno evidenziare come trasformare la scelta dei cittadini in nomina delle segreterie, ha inevitabilmente indebolito, se non reciso, quel legame (essenza stessa della democrazia) che deve sempre esistere tra eletti e territori di elezione o, per meglio dire, tra rappresentanti e rappresentati. Indebolire tale legame, che equivale a trasferire quote di sovranità dal Popolo alle segreterie, ha generato nei cittadini quel senso di inutilità e distacco che ha determinato, come effetto ultimo, l’allontanamento di tanti dalla politica e dalle cabine elettorali.

Per questo spero che si ritorni tutti, e con forza, a parlare di “diritto alla scelta” e quindi di “preferenze”, immaginando che chi dichiara di amare la Costituzione e la Democrazia, non possa esimersi dal farlo.

Prof. Claudio Vassallo – PIÙ UNO Sicilia

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