A Siracusa il nuovo incontro delle donne della Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo

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Prosegue il percorso per rafforzare il ruolo femminile nelle comunità e nelle politiche di inclusione

Siracusa, 14 febbraio – “Ruolo centrale delle donne nel Mediterraneo” Prosegue il percorso delle donne della Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo con un nuovo incontro in presenza che fa seguito alle numerose riunioni progettuali svolte online nei mesi scorsi. Donne provenienti da diversi Paesi dell’area mediterranea – Turchia, Albania, Saharawi, Senegal, Tunisia, Libano, Sicilia, Sardegna – si sono confrontate presso l’Urban Center di Siracusa il 14 Febbraio scorso, con l’obiettivo di condividere una narrazione del Mediterraneo affermando con forza il ruolo centrale delle donne nelle comunità.

L’evento è stato organizzato dal Gruppo “Ruolo centrale delle donne” della Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo insieme all’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, con l’apporto di Siracusa Città Educativa, l’Urban Center, Un Altra Storia APS,  numerose   Associazioni di Donne, l’Associazione Nazionale Banca del tempo e le Banche del tempo di Catania e Caltagirone

Nel corso dell’incontro è intervenuta la dottoressa Agata Rubino –  Dirigente del Servizio 3 del Dipartimento della famiglia delle politiche sociali della Regione –  che ha sottolineato la collaborazione pluriennale con l’associazione organizzatrice, ormai pienamente integrata nella rete regionale per l’accoglienza e l’inclusione. È stato ribadito l’interesse dell’Amministrazione per i temi trattati e la volontà di garantire continuità alle iniziative. Il seminario, infatti, non rappresenta un evento isolato, ma si inserisce in una strategia regionale strutturata e coerente con le priorità programmatiche in materia di inclusione sociale della Regione

Uno dei temi centrali del dibattito ha fatto riferimento alla condizione delle donne migranti, riconosciute come categoria esposta a vulnerabilità specifiche e multiple. È emersa la necessità di strumenti di supporto mirati e di un’integrazione sempre più efficace delle politiche regionali a favore delle donne, in un’ottica di empowerment e autonomia. “ Per una Donna è importante trovare un’ Altra donna” afferma una delle relatrici.

Altro elemento affrontato  attiene al valore di un accompagnamento forte verso i minori non accompagnati che spesso trascorrono qui anni e non sempre riescono a vivere pienamente le comunità locali

Particolare attenzione è stata dedicata ai programmi di insegnamento della lingua italiana, educazione civica, orientamento e accompagnamento all’accesso ai servizi.

E emersa la necessità di attivare forme  di sostegno verso i popoli che in questo momento vivono situazioni drammatiche (Siria, Palestina, Sarawi) attivando collaborazioni con chi all’interno della Convenzione opera in questa direzione.

Ruolo centrale è stato assegnato alle Banche del Tempo che si collocano all’interno delle comunità per scambiare saperi competenze e relazioni a supporto della comunità stessa.

Si vuole scambiare tempo, non denaro, perché il tempo crea un capitale di relazioni tra persone. Essa ci educa alla solidarietà, allo scambio e presenta un doppio valore sociale ed economico; una economia appunto di tipo relazionale”.

Da qui la scelta forte dell’intera rete di promuovere la Banca del tempo mediterranea e banche del tempo locali replicabili in più realtà prime fra tutte Albania, Turchia, Sicilia

E’ stata evidenziato, infine,  l’importanza di alimentare un flusso informativo costante tra territorio e programmazione regionale affinché il dialogo tra istituzioni e realtà associative produca effetti concreti delle politiche pubbliche.

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