“Aurora”

redazione
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di Tina Duminuco


Da una fessura della notte
il rosa, come di seta,
si insinua
si srotola
si adagia sul mare crespo
che l’aspetta.
Silenzioso e mite
l’orizzonte respira,
e lì, alta e sicura
in perpendicolo, scintilla
la prima “stella del mattino”.
Venere
superba brilla
e Giove la perdona
e poi scompare.
Nell’attesa un passero prudente
saltella sulle rose.
Dal profondo arriva,
linea sottile che incendia
l’orlo delle nubi scure.
Dense di sogni e di paure
corrono
tenendosi per mano
corrono
temendo la sua luce.
Ma lento e maestoso
sale
sciogliendo ogni timore
sale
si espande
esplode il Sole
e l’alba ti assicura
ch’è ancora tempo
di volare.
Tina Duminuco

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