Il Leone d’oro alla carriera della Biennale Teatro 2026 è di Emma Dante. Lo ha stabilito il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia su proposta di Willem Dafoe, Direttore del settore Teatro. La cerimonia di premiazione avrà luogo nel corso del 54. Festival Internazionale del Teatro (7 – 21 giugno) nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale.
Emma Dante ha lavorato a Caltanissetta per sette anni, con grande entusiasmo e pochissima spesa per il bilancio comunale, come direttrice artistica del Rossofestival, Festival Nazionale del teatro di Ricerca dedicato a Piermaria Rosso di San Secondo, dal 2003 al 2009, voluto con visione lungimirante dall’amministrazione comunale guidata da Salvatore Messana, che ha portato nella nostra città al Teatro Margherita le più importanti esperienze del teatro di ricerca in Italia, le compagnie e i registi più prestigiosi del teatro di innovazione.
L’anno precedente al Rossofestival aveva diretto il Laboratorio teatrale del Liceo Classico “Ruggero Settimo”, nella realizzazione di una tragedia classica, conquistando l’entusiasmo degli studenti per una rilettura non convenzionale del dramma antico, con lo sguardo acuto della contemporaneità. Nello stesso anno vinceva il premio UBU (il riconoscimento teatrale italiano più prestigioso) con il suo primo lavoro importante, “‘Mpalermu“, che poi venne rappresentato al primo Rossofestival al teatro Margherita.
Il teatro Margherita di Caltanissetta, che per sette anni è stato la sua casa, ha ospitato alcune prime nazionali dei drammi scritti e diretti da Emma Dante, recensiti dalla critica specializzata, che hanno avuto grande eco nazionale, come “Cani di bancata” lettura amarissima e provocatoria sul potere mafioso nella cultura popolare, con un pubblico che arrivava da ogni parte della Sicilia, mentre a Palermo a Emma Dante venivano allora negati gli spazi per il suo lavoro di ricerca teatrale.
Emma Dante si è poi affermata a livello internazionale come drammaturga, premiata al Festival Internazionale di Avignone, regista di opere liriche per la Scala di Milano e il San Carlo di Napoli, , regista cinematografica di film premiati ai Festival internazionali.
Caltanissetta può vantare così il merito di essere stata la culla di un genio della cultura contemporanea, con buona pace dei detrattori provinciali che ne criticavano la “non nissenità” e non comprendevano la potenza della sua genialità drammaturgica, abituati ad un teatro più convenzionale, di intrattenimento facile per un pubblico di bocca buona.
Oggi il mondo della cultura al massimo livello ne riconosce il valore e il prestigio con il Leone d’oro alla carriera della Biennale di Venezia, e possiamo pensare che anche Caltanissetta possa avere costruito una parte di questo successo con la lungimiranza che hanno avuto per sette anni i suoi amministratori comunali, quando il teatro è stato davvero parte integrante del progetto di sviluppo e dell’immagine della Città.

