Cimitero dei Carusi: un luogo della memoria nisseno e italiano, da oggi intitolato a Mario Zurli

redazione
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Il Cimitero dei Carusi vicino alla zolfara di Gessolungo è un luogo-simbolo della storia e dell’identità non soltanto nisseno, ma significativo per l’intero Paese: ricorda un secolo di lavoro e sfruttamento, di eroismi e di stragi, una storia di fatica disumana per estrarre dalle viscere della terra quello zolfo che ha assicurato fino a un secolo fa l’economia e la cultura di un territorio oggi dimenticato, la Sicilia dell’interno, che dopo la fine della civiltà dello zolfo non ha trovato ancora la strada di un modello di sviluppo di progresso e di benessere.

Non a caso nella sua visita a Caltanissetta nel settembre del 2015, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto visitarlo, unico luogo oltre al palazzo di Giustizia in cui si è fermato, ad onorare il sacrificio dei minatori e soprattutto dei “Carusi”, morti nella strage del 12 novembre 1881 e lì sepolti “senza tocco di campana”, fuori dai luoghi consacrati, senza funerali, e, per 9 di quei bambini, senza nemmeno un nome che li identificasse.

Erano i Carusi comprati con il “soccorso morto” alle famiglie costrette a venderli per poter sopravvivere, di cui spesso si perdevano le tracce, che lavoravano in nero, e di cui non si occupava più nessuno. Erano gli “invisibili” di una società che conosceva soltanto le ragioni del profitto e della speculazione, e non si preoccupava della sicurezza del lavoro, dei diritti dei bambini, della dignità di chi non aveva altro che la braccia per lavorare.

Quel luogo, dimenticato per più di un secolo, ricoperto dalle sterpaglie, rimosso dalla coscienza collettiva come per decenni è stata la storia della Caltanissetta mineraria, è stato riscoperto, rivalutato e riportato in onore per il significato profondo che riveste, da un nostro concittadino di adozione: Mario Zurli, di origine umbra, venuto con la sua famiglia a lavorare nelle zolfare siciliane, come tanti tecnici da ogni regione italiana, che ha condiviso l’esperienza del lavoro in miniera e ha voluto riscattarne la memoria.

Per anni si è battuto, coinvolgendo le amministrazioni comunali, costituendo una Associazione Amici della Miniera, per restituire dignità e decoro al Cimitero dei Carusi come simbolo sacro di cui la Città doveva riappropriarsi, rivalutando la propria storia e onorando il sacrificio di chi ha dato la propria vita per il benessere della comunità, senza riceverne nulla in cambio.

Con passione ha saputo costruire un movimento di opinione, coinvolgendo le scuole, le istituzioni, la società civile, e anno dopo anno il piccolo cimitero è stato ripulito, riordinato, arricchito di segni artistici, sono state collocate le croci sulla fossa comune, con una lapide che riportasse i nomi dei 65 zolfatai morti nel 1881, di cui 19 Carusi, 9 dei quali rimasti senza nome, senza famiglia, senza lacrime e senza ricordo, come se non fossero mai esistiti.

Oggi, Giornata regionale del Ricordo delle Vittime delle Miniere, si è svolta la cerimonia di omaggio alle vittime della strage del 1881 e di intitolazione del Cimitero dei Carusi a Mario Zurli. La Vice-Sindaco Giovanna Candura ha deposto corone d’alloro e ha dichiarato: “I nostri cuori sono straziati ascoltando queste storie, parole e note in questo luogo del ricordo della sofferenza e dell’ingiustificabile dolore. Sono morte 65 persone, fra cui tanti bambini a partire dai 5 anni, vittime di soprusi perpetrati dai loro capi. Anche oggi si parla di lavoro nero, che rappresenta una piaga che bisogna ancora contrastare, ma credo che quello che hanno vissuto questi ragazzi rimarrà tragicamente senza precedenti.. Oggi, però, è una giornata speciale anche perché si ricorda Mario Zurli, che ha avuto un ruolo significativo nelle miniere di questa terra e che ha ridato vita a questo posto. Questo cimitero è importante perché serve da testimonianza soprattutto per i più giovani, perché racconta la storia della nostra città. Grazie, a questo proposito, a tutte le scuole cittadine che hanno mandato una rappresentanza, perché qui si impara dal vivo e si apprende ciò che la comunità ha dato”.

Carlo Vagginelli, a nome del Consiglio comunale, ha sottolineato l’importanza di questo luogo e questa memoria: “Oggi la politica mi ha fatto un bellissimo regalo. Ho avuto modo di rappresentare il Consiglio comunale di Caltanissetta durante la celebrazione della giornata in memoria delle vittime nelle miniere. Un regalo reso ancora più bello dal fatto che quest’anno la cerimonia è stata impreziosita dall’intitolazione del Cimitero dei carusi a Mario Zurli, la persona che più si è spesa per la realizzazione di quel luogo così denso di storia. La capacità di custodire e raccontare storie è il tratto distintivo di noi esseri umani, ciò che ci dà identità, sia individualmente che come comunità. E la storia di Caltanissetta affonda le sue radici nelle viscere della terra: è una storia di sfruttamento, sofferenza e morte, ma anche di lavoro, di lotta e dignità. Oggi abbiamo il compito di custodire e valorizzare questa storia, di trasmetterla e di trarne insegnamento. Dallo zolfo alle stelle“.

Presenti alla cerimonia i figli di Mario Zurli, Laura e Federico ed i nipoti. Laura Zurli ha dichiarato: “Ringrazio innanzitutto tutta la cittadinanza che è accorsa. Prima della memoria c’è la storia, grazie a questa vostra presenza così massiccia un’altra pagina di storia la state scrivendo voi e questo dimostra che la città di Caltanissetta è coesa, in favore della comunità e della vita. Grazie alle istituzioni e a voi tutti, alle amministrazioni che si sono succedute nel tempo e che hanno continuato a seguire l’intento di fare luce sulla verità di questo dramma”.

“Il mio ringraziamento va a tutte le persone comuni che mi fermano per strada e mi raccontano di mio padre e di quanto si sia speso per questo cimitero” ha dichiarato Federico Zurli, profondamente commosso.

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