Premio speciale per il poeta Carmelo Salvatore Benfante Picogna
La poesia “Lettere d’amore”, tratta dalla recente silloge Echi (di pietre tonfanti), è stata premiata in uno dei più prestigiosi concorsi italiani dedicati all’autore di Myricae. Un riconoscimento che lega idealmente la Sicilia ai luoghi della maturità artistica del grande poeta.
Ci sono riconoscimenti che vanno ben oltre il risultato di un concorso letterario. Accade quando il premio porta con sé il valore della memoria, della tradizione e di uno dei luoghi simbolo della poesia italiana. È il caso del Premio Speciale “Caprona”, conferito nell’ambito della XIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giovanni Pascoli – L’Ora di Barga”, tra le più autorevoli manifestazioni italiane dedicate all’autore di Myricae e dei Canti di Castelvecchio.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figura il poeta e scrittore serradifalchese Carmelo Salvatore Benfante Picogna, al quale la giuria ha attribuito il riconoscimento per “Lettere d’amore”, componimento selezionato nella sezione riservata alle poesie dedicate alla natura, al paesaggio agreste, all’ambiente e all’ecologia. L’elenco ufficiale dei vincitori è stato pubblicato nei giorni scorsi dagli organizzatori del concorso, che anche quest’anno ha visto la partecipazione di numerosi autori provenienti da tutta Italia.
Il nome del premio racchiude già il suo significato più profondo. Caprona è infatti il colle sul quale sorge la Casa di Castelvecchio, dove Giovanni Pascoli si trasferì nel 1895 insieme alla sorella Maria, la sua amata Mariù. In quel luogo il poeta trascorse gli anni della piena maturità artistica, trasformando il paesaggio in una delle matrici fondamentali della sua ispirazione. Ancora oggi la Casa Pascoli rappresenta una meta privilegiata per studiosi e appassionati e continua a essere uno dei luoghi più rappresentativi della cultura letteraria italiana. Ricevere un riconoscimento che porta il nome di Caprona significa, dunque, entrare idealmente in dialogo con quella straordinaria eredità poetica.
Non è casuale, allora, che a essere premiata sia stata una poesia che trova nella natura uno dei suoi nuclei espressivi. “Lettere d’amore” è infatti inserita nella recente silloge Echi (di pietre tonfanti), pubblicata recentemente e presentata ufficialmente a Serradifalco il 13 luglio. L’opera è stata accolta con vivo interesse e si distingue anche per il valore dei contributi che la accompagnano: la prefazione, intensa e penetrante, è firmata dal magistrato Giovanbattista Tona e l’approfondita nota critica della prof. Enza Spagnolo guidano il lettore attraverso le coordinate poetiche della raccolta, mettendone in luce la ricchezza simbolica, la forza evocativa e la costante tensione tra memoria personale e memoria collettiva.
Con Echi (di pietre tonfanti) Benfante Picogna propone una poesia che affonda le proprie radici nella Sicilia, nei suoi paesaggi, nella civiltà contadina e nella memoria delle comunità, senza mai rinchiudersi nella dimensione locale. I suoi versi trasformano luoghi, gesti e ricordi in immagini universali, capaci di parlare al lettore contemporaneo con un linguaggio sobrio, essenziale e ricco di suggestioni.
La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà sabato 17 ottobre al Teatro dei Differenti di Barga, nel corso di un appuntamento che riunirà i vincitori dell’edizione 2026 e durante il quale sarà presentata anche l’antologia ufficiale del Premio.
Per Serradifalco e per l’intero territorio nisseno la notizia rappresenta motivo di autentico orgoglio. Il riconoscimento ottenuto da Benfante Picogna testimonia come una voce poetica nata nel cuore della Sicilia possa trovare ascolto nei più qualificati contesti letterari nazionali, confermando la vitalità di una ricerca che continua a intrecciare tradizione e contemporaneità in un dialogo ideale con i grandi maestri della poesia italiana.


