L’irritazione che incalza se non si riponde al bisogno di realizzare una determinata cosa che corrisponde alla dipendenza, non riuscire a smettere, trascurare amici, scuola, attività sportive, apatia, tradurre la dipendenza in una via di fuga da ciò che fa stare male, dalle proprie emozioni, sono alcuni dei campanelli d’allarme che fanno capire che ci si trova davanti ad un problema.
È importante riconoscerli e chiedere aiuto. Questi alcuni dei messaggi inviati ai giovani sancataldesi, studenti e studentesse di terza media, che hanno partecipato nella giornata di venerdì 6 febbraio all’incontro sulla prevenzione dalle dipendenze voluto dal Comune di San Cataldo insieme all’Ordine dei Medici provinciale.
“Abbiamo coinvolto le scolaresche sancataldesi – ha dichiarato la Vicesindaca Marianna Guttilla– e in particolar modo le scuole secondarie di primo grado, appunto le terze medie, perché abbiamo pensato insieme anche ai nostri collaboratori e ai medici che potessero avere l’età giusta e opportuna proprio per affrontare questo argomento”.
“Non si è parlato soltanto dipendenza da alcol o sostanze, ma anche delle “nuove addiction, quindi anche dipendenza proprio dagli smartphone, dai social- ha spiegato la psicologa e psicoterapeuta Alessandra Messana– dai videogiochi o anche dipendenza affettiva. Abbiamo parlato di relazioni, come vengono definite spesso dai giovani, tossiche. L’abbiamo fatto insieme- ha aggiunto- ho trovato tantissima consapevolezza in questi ragazzi e questa è una buona speranza di prevenzione proprio per per il futuro”.
Un momento di grande riflessione e soprattutto di confronto con l’auspicio di creare nei giovani una maggiore consapevolezza. “La prevenzione parte dall’ascolto, dal dialogo e dalla responsabilità. Ho invitato i giovani a diventare loro stessi portatori di un messaggio forte – ha raccontato Giovanni Di Lorenzo, Chirurgo presso l’Asp nissena e medico impegnato nel sociale – diretto alle famiglie e ai coetanei: se vogliono davvero distinguersi, se vogliono fare qualcosa di “stravagante” e fuori dal coro, allora scelgano di fare le cose normali. Le cose belle, pulite. Ritornare a parlare tra di loro, a condividere emozioni vere, ad accendere la speranza in chi l’ha persa”.
La dipendenza può avere conseguenze negative nelle relazioni con gli altri, soprattutto con i familiari ma in particolare per sé stessi.
“La prevenzione delle dipendenze parte da una prevenzione di un problema che può essere in quel momento solo esclusivamente psicologico, ma poi inevitabilmente finisce per diventare un problema organico, influendo negativamente sulla crescita dei ragazzi, anche da un punto di vista fisico. Siamo felici che l’Amministrazione si sia mostrata così sensibile al tema”, ha spiegato il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Caltanissetta Giovanni D’Ippolito. In attesa della “Giornata di Prevenzione” di sabato 7 febbraio, dedicata agli screening oncologici e al melanoma, a San Cataldo l’attenzione dunque è stata rivolta alle nuove generazioni per discutere sempre di prevenzione ma affrontando questioni differenti.
“Abbiamo colto di buon grado l’invito dell’Ordine dei Medici perché è importante iniziare a parlare di dipendenze, quindi ludopatia, ma anche dalle droghe, dall’alcol, da tutti i nostri strumenti per così dire telefonici e quant’altro- ha affermato Gioacchino Comparato Sindaco di San Cataldo- è un argomento che ci tocca tutti e dobbiamo iniziare dai ragazzi, dai bambini, dagli adolescenti, che ovviamente sono più esposti ai rischi che le dipendenze possono portare”.

