“Diventa sempre più urgente e necessario il rafforzamento dei controlli nella pubblica amministrazione locale” Lettera aperta di Calogero Vaccaro

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da Calogero Vaccaro, Consigliere comunale di Marianopoli, riceviamo e pubblichiamo:

Lettera aperta

Diventa sempre più urgente e necessario il rafforzamento dei controlli nella pubblica amministrazione locale

Mi è capitato in questi giorni di leggere una lettera aperta dell’ex Sindaco e consigliere comunale di opposizione di Montedoro Federico Messana, pubblicato in questi giorni sul giornale online “IlCaffèQuotidiano.online”, che tratta sostanzialmente, per come da lui definito, del “Bullismo Istituzionale”. L’articolo e le sue riflessioni traggono origine dall’aspro e forte confronto politico-amministrativo che lo stesso intrattiene con il Sindaco del suo Comune. Non azzardando minimamente di entrare nel merito specifico della dura contrapposizione che c’è tra Messana ed il Sindaco Bufalino e senza volersi arrogare il diritto di dare giudizi, ritengo che tuttavia le riflessioni espresse, nel senso più ampio e generale, sono abbastanza di livello sotto il profilo dell’analisi etico-politico-sociale che le pubbliche amministrazioni vivono in questa ultima stagione.

Dal mio punto di vista, quale attuale consigliere comunale, attivista del Partito Democratico e già Sindaco, amministratore comunale e pubblico funzionario regionale, ritengo che queste riflessioni danno un importante spunto di giudizio e di ragionamento sulla diffusa, reale e deteriorata condizione gestionale della cosa pubblica, sono perciò condivisibili e ne vale la pena approfondire nel tentativo di porre rimedio a tali condizioni o quanto meno di ridurne gli effetti negativi.    

La questione morale nella pubblica amministrazione, spesso ritenuta da taluni superata o anacronistica, si conferma invece di stretta attualità alla luce del continuo proliferare di scandali e fatti di mala gestio. Essa non riguarda soltanto i comportamenti individuali di amministratori e funzionari, ma investe in modo più ampio la qualità delle istituzioni, la fiducia dei cittadini e la tenuta complessiva del sistema democratico. In tale prospettiva, le riflessioni e le domande poste in sede politica e consiliare, anche con riferimento a singole vicende locali, rappresentano l’occasione per una valutazione più generale delle criticità del sistema amministrativo italiano.

1. Criticità del sistema amministrativo locale. Al netto delle specifiche vicende territoriali, si osserva come negli ultimi decenni si sia progressivamente consolidata una tendenza che può essere sintetizzata nei seguenti elementi:  Riduzione dei controlli esterni sugli atti degli enti locali, con progressivo indebolimento di organismi di verifica preventiva e successiva; Eccessiva autonomia formale degli enti, non sempre accompagnata da adeguati contrappesi; Complessificazione degli atti amministrativi, caratterizzati da un’elevata densità normativa e da frequenti richiami legislativi, spesso a scapito della chiarezza sostanziale; Difficoltà di intelligibilità dei provvedimenti, che risultano frequentemente di difficile comprensione anche per operatori non specialisti; Crescente opacità sostanziale, intesa non necessariamente come volontà dolosa, ma come effetto combinato di stratificazione normativa, tecnicismi procedurali e assenza di controlli efficaci. Tali fenomeni contribuiscono a determinare una percezione diffusa di scarsa trasparenza e ridotta controllabilità dell’azione amministrativa.

2. Effetti sull’ordinamento e sulla fiducia pubblica. La progressiva attenuazione dei sistemi di controllo e la complessità degli atti amministrativi producono effetti rilevanti: riduzione della trasparenza effettiva; difficoltà di esercizio del controllo democratico da parte dei consiglieri eletti e dei cittadini; indebolimento della responsabilità amministrativa sostanziale; aumento della distanza tra cittadini e istituzioni; rischio di consolidamento di prassi amministrative poco verificabili. In tale contesto, la democrazia locale rischia di trasformarsi in un sistema in apparenza formalmente corretto ma sostanzialmente poco leggibile e difficilmente controllabile.

3. Esigenza di un riequilibrio del sistema dei controlli. Appare dunque necessario un intervento di riequilibrio istituzionale che non si limiti a richiami di principio, ma incida concretamente sull’architettura dei controlli amministrativi. L’obiettivo non deve essere quello di comprimere l’autonomia degli enti locali, bensì quello di garantire: maggiore trasparenza; effettività del controllo; semplificazione e intellegibilità degli atti; rafforzamento della responsabilità amministrativa.

4. Proposta di intervento normativo. Si propone l’esigenza dell’elaborazione di un disegno di legge di riforma del sistema dei controlli nella pubblica amministrazione locale, articolato secondo i seguenti principi: a) Istituzione di organismi esterni di controllo Costituzione di autorità indipendenti o sezioni territoriali di controllo con competenze su: legittimità degli atti amministrativi più rilevanti; controllo preventivo su appalti, affidamenti e determinazioni di spesa sopra soglie definite; verifica della trasparenza e della coerenza motivazionale degli atti. b) Rafforzamento del controllo successivo. Introduzione di controlli periodici obbligatori su: gestione finanziaria degli enti; affidamenti diretti e procedure negoziate; atti a maggiore impatto economico. c) Standardizzazione e semplificazione degli atti amministrativi. Definizione di modelli obbligatori di provvedimento, con: obbligo di sintesi motivazionale chiara; separazione tra parte normativa e parte descrittiva; linguaggio amministrativo semplificato e accessibile. d) Trasparenza sostanziale. Non solo pubblicazione degli atti, ma loro comprensibilità effettiva, prevedendo: obbligo di “motivazione comprensibile”; indicatori minimi di leggibilità amministrativa; sintesi pubblica obbligatoria per i cittadini. e) Rafforzamento del ruolo dei consigli elettivi. Attribuzione ai consigli comunali e provinciali di strumenti effettivi di: accesso rafforzato agli atti; poteri ispettivi più incisivi; richiesta obbligatoria di chiarimenti con tempi certi e sanzioni politiche e amministrative in caso di inadempienza.

In conclusione la questione della trasparenza amministrativa non può essere ridotta, come attualmente, a singoli episodi locali né a contrapposizioni politiche contingenti. Essa riguarda la qualità complessiva della democrazia amministrativa e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

Un sistema amministrativo moderno non è tale se è soltanto efficiente sul piano formale (e oggi nemmeno lo è), ma lo è solo se è anche chiaro, controllabile e responsabile. In tale prospettiva, il rafforzamento dei controlli esterni e la semplificazione sostanziale degli atti amministrativi rappresentano non un ritorno al passato, ma un possibile passo avanti verso una pubblica amministrazione più trasparente e realmente democratica. L’attuale assetto dei controlli negli enti locali evidenzia una progressiva e drastica riduzione della capacità di verifica sostanziale dell’azione amministrativa, con possibili ricadute sul principio di buon andamento e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

L’introduzione di organismi esterni indipendenti di controllo, unitamente al rafforzamento della qualità motivazionale degli atti, si configura come intervento necessario per ristabilire un equilibrio tra autonomia locale e garanzie di legalità. L’obiettivo non è la compressione dell’autonomia amministrativa, bensì il suo consolidamento attraverso strumenti di verifica terzi, idonei a prevenire fenomeni di opacità e a rafforzare la responsabilità pubblica. Una democrazia amministrativa efficace non può prescindere da un equilibrio tra autonomia degli enti locali e presenza di adeguati strumenti di controllo. L’autonomia, infatti, non può tradursi in autoreferenzialità, così come la semplificazione non può trasformarsi in opacità. Rafforzare i controlli esterni indipendenti e migliorare la qualità degli atti amministrativi non significa comprimere l’azione degli enti locali, ma al contrario restituire credibilità, trasparenza e fiducia all’intero sistema istituzionale. In definitiva, il tema della trasparenza non riguarda soltanto l’efficienza amministrativa, ma la tenuta stessa del rapporto democratico a livello locale. Ed è proprio da questo livello che passa una parte essenziale della credibilità complessiva delle istituzioni pubbliche.

Calogero Vaccaro

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