da Carola Profeta, responsabile di Donne di Destra riceviamo e pubblichiamo:
È stata inviata una PEC, unitamente a una comunicazione email, ai Ministeri della Giustizia, della Famiglia e del Lavoro e delle Politiche Sociali per segnalare una grave situazione che coinvolge l’INPS di Caltanissetta e il suo operato nei confronti delle persone più fragili.
Stiamo seguendo il caso di una donna nissena, vittima di violenza domestica, che ha denunciato il proprio aggressore ed è stata regolarmente assistita da un Centro Antiviolenza e dai Servizi Sociali. La donna è pienamente in possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa per l’accesso al Reddito di Libertà, misura istituita dal Governo a guida Giorgia Meloni per sostenere concretamente le donne che intraprendono un percorso di fuoriuscita dalla violenza.
Nonostante la domanda sia stata presentata correttamente all’INPS già lo scorso anno, alla richiedente è stato comunicato il rigetto dell’istanza per presunta mancanza di fondi. Una circostanza inaccettabile, che rischia di svuotare di significato uno strumento fondamentale di tutela e sostegno.
Ma non è tutto. L’INPS di Caltanissetta ha inoltre disposto la sospensione dell’Assegno di Inclusione (ADI) sulla base di un’errata interpretazione della normativa relativa ai carichi pendenti. Nel caso specifico, sia il Patronato sia il legale penalista della donna hanno confermato che la stessa rientra pienamente nei requisiti di legge.
La sospensione dell’ADI, attiva dal mese di novembre, rappresenta un atto gravissimo che ha lasciato la
donna priva di qualsiasi sostegno economico.
Alla beneficiaria è stato suggerito di presentare una nuova domanda, con la conseguenza però di perdere il diritto agli arretrati maturati. Di fronte a una condizione di estrema necessità, la donna si è vista costretta ad accettare questa soluzione, rinunciando di fatto a quanto le spettava.
Come Responsabile di Donne di Destra, ribadisco con fermezza che non resteremo in silenzio né immobili: qualora la donna abbia diritto agli arretrati, ci batteremo con determinazione affinché le vengano riconosciuti.
Nel pomeriggio odierno ho personalmente inviato un messaggio WhatsApp al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ad alcuni Deputati, oltre ad aver trasmesso una PEC ai Ministeri della Giustizia, del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Famiglia.
È auspicabile che venga presentata un’interrogazione parlamentare al Consiglio dei Ministri per valutare il funzionamento e la gestione dell’INPS, che in questo caso appare gravemente carente. Non si può dimenticare che l’INPS è l’ente cardine nella tutela delle fasce più deboli della popolazione.

