Dure critiche di Federico Messana sulla vicenda della SP 23 Montedoro-Bompensiere

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dal Consigliere comunale di Montedoro Federico Messana riceviamo e pubblichiamo:

“LE BUCHE DELLA SP23 – LE MENZOGNE DEL SINDACO – LE TRUFFE DELL’ING. PIOMBINO – LA RIAPERTURA DEI PONTI.

Gentili concittadini,
nella lettera che invito a leggere, il Sindaco lamenta la mancanza di sicurezza nel tratto della SP23 Montedoro – Serradifalco, disseminato di buche che ne rendono pericoloso il transito, specie nelle ore serali e quando le condizioni atmosferiche sono avverse.

La lettera è indirizzata alla Provincia, cui si chiede un sollecito intervento. Di primo acchito la lettera può dare l’impressione di un normale adempimento amministrativo. Essa, invece, non solo non dice la verità, ma è l’ennesimo, subdolo tentativo di trarre in inganno i cittadini.

Alle buche, infatti, e agli altri inconvenienti presenti nella SP23, non deve provvedere la Provincia, ma il Comune con le somme (2,8 milioni) che a questo scopo gli sono state assegnate dal Commissario regionale di governo contro il dissesto idro-geologico.

Queste somme, purtroppo, invece di essere utilizzate per la messa in sicurezza della SP23 (so di ripetere sempre le stesse cose, ma repetita iuvant), sono state in buona parte truffate dall’ing. Piombino, in concorso con l’impresa esecutrice dei lavori e con quanti, pur avendo il compito di vigilare sulla correttezza del loro impiego, hanno sempre ignorato le mie denunce, rifugiandosi, in attesa che passi la buriana, in un silenzio complice e omertoso: “Calati juncu ca passa la chiina”, come dice un nostro notissimo proverbio.

È incomprensibile e molto sospetto il rifiuto ostinato del Sindaco di prendere atto delle truffe plateali ordite dall’ing. Piombino: truffe la cui comprensione, per altro, non richiede indagini complicate o competenze professionali speciali, ma una elementare alfabetizzazione, cioè la semplice capacità di leggere, scrivere e far di conto, come si diceva una volta.

Per capire, un semplice esempio.

Nei lavori dei ponti era previsto il montaggio del ponteggio per una spesa di euro 19.827,77. Siccome la ditta, seppure in violazione della legge, ne ha fatto a meno, la somma non spesa perché non viene utilizzata per eliminare quantomeno le buche più pericolose?

A questa mia osservazione, ovvia, di semplice buon senso, quasi prevenendomi, con un post di qualche giorno addietro, il Sindaco ha risposto, spiegando che le somme assegnate al Comune per la messa in sicurezza della SP23 sono sottoposte al vincolo di destinazione: si possono utilizzare, cioè,
soltanto per interventi di manutenzione straordinaria e non per interventi di manutenzione ordinaria, come la bitumatura della sede stradale, rimasta tra le competenze della Provincia.

La spiegazione fornita dal Sindaco è una grossolana menzogna, priva di ogni fondamento. Egli, infatti, non so se sapendo di mentire o perché imbeccato dall’ing. Piombino, mostra di non sapere che nel progetto principale dei lavori in corso, nelle pagine 10 e 11, è prevista la spesa di 332.057,40 euro per la bitumatura di 5.900 ml (quasi 6 km) della sede stradale, di cui almeno 2 km riguardanti il tratto Serradifalco-Montedoro.

Orbene, delle due l’una: o è sbagliato il progetto, ove, in violazione del vincolo di destinazione, sono previsti 6 km di bitumatura della sede stradale, o è errata e mendace la spiegazione del Sindaco, che ha inventato di sana pianta un inesistente vincolo di destinazione, per scaricare sulla Provincia la responsabilità di riparare le buche, in questo momento di esclusiva pertinenza
comunale.

Evito, su questo argomento, altre superflue considerazioni, per richiamare l’attenzione su un altro aspetto – il più importante – della vicenda della bitumatura della SP23, e cioè sull’impiego della somma di euro 332.057,40, prevista nel progetto principale per questo tipo di lavorazione.

Questa somma, se il Comune avesse operato in modo normale, nell’interesse dei cittadini e a
dirigere l’ufficio tecnico non ci fosse stato l’ing. Piombino, avrebbe dovuto essere utilizzata, come ho già spiegato, per la bitumatura di 6 km di sede stradale, già 3 anni fa, subito dopo la consegna dei lavori – il 18/02/2023 – alla ditta COGECA, vincitrice della gara d’appalto con un ribasso del 31%.

È accaduto, invece, che siccome l’impresa COGECA non aveva interesse ad effettuare questo tipo di lavorazione, notoriamente, per mille ragioni, poco o per niente remunerativa, questa somma è stata messa da parte, in standby, ed è stata data priorità ad altre lavorazioni di gran lunga meno importanti ed urgenti. Questo fino al 05/04/2024, quando i lavori sono stati sospesi con il pretesto della verifica della stabilità dei ponti. Nel luglio del 2025, quando i lavori, scaduta la sospensione,
sono stati ripresi sulla base di una perizia di variante approntata nel frattempo dall’ing. Piombino, la somma di 332.057,40 euro non c’era più, era scomparsa: l’ing. Piombino l’aveva ridotta (si veda la prima pagina del quadro comparativo allegato alla perizia) a soli 94.548 euro, stornando la differenza di 238.109 euro su altre lavorazioni da lui ritenute prioritarie rispetto alla bitumatura della sede stradale. Quali queste altre lavorazioni?

Il raddoppio fraudolento del costo delle barriere dei ponti, elevato da 66 mila euro a 134 mila euro; le indagini geologiche, geognostiche ecc, mai effettuate: 30 mila euro; il costo dell’acciaio utilizzato nei muri di sostegno, passato da 229.667,73 euro a 390.868,91 euro (161.201,18 euro in più), e via elencando.

In buona sostanza, per concludere, le somme destinate in progetto alla bitumatura della strada sono state utilizzate dall’Ing. Piombino per portare a segno le truffe che io ho denunziato.

Chiaro che tutto questo non sarebbe accaduto senza il beneplacito delle istituzioni, che avrebbero dovuto controllare e non l’hanno fatto; le lentezze della Magistratura; l’indifferenza dei cittadini, ormai talmente rassegnati, da non reagire, anche quando, come nel caso della assurda chiusura dei
ponti o delle buche, subiscono o rischiano di subire danni molto gravi.

f.to Federico Messana

N.B. Prendo atto con piacere che giorno 11 febbraio i ponti saranno riaperti al traffico, ma non posso non far notare che il collaudatore ad oggi non ha collaudato un bel niente e che i ponti, a parte l’arbitrarietà della loro chiusura, si sarebbero potuti riaprire almeno un mese addietro”.

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