Venerdì 21 novembre, alle 17,30, presso la Sicilbanca (via Crispi 12) a Caltanissetta si presenta l’ultimo studio del prof. Calogero Miccichè, “Es Sikelian, un evento che ha rivoluzionato la storia della Sicilia e di Atene“, edito da Lussografica.
Dopo i saluti istituzionali di Giuseppe Di Forti (Presidente di Sicilbanca), Giovanna Candura (Vice-sindaco e Assessore alla Cultura) e di Stefania D’Angelo (Presidente SiciliAntica Caltanissetta) e l’introduzione di Simona Modeo (Vice-presidente regionale di SiciliAntica), la prof. Elena Santagati (docente di Storia Greca all’Università di Messina) presenterà il libro. Letture a cura di Vitalia Mosca Tumminelli (Vice-presidente della Società Nissena di Storia Patria). Sarà presente l’autore.
“Non dobbiamo abituarci alla guerra, anzi bisogna respingere come una tentazione il fascino degli armamenti potenti e sofisticati”: è l’appello di Papa Leone, che ribadisce l’inutilità della guerra più volte affermata con forti appelli da Papa Francesco, ma già sostenuta dal grande storico ateniese Tucidide, attento e critico cronista nel VI e nel VII libro della sua opera storica della grande e fallimentare spedizione ateniese in Sicilia del 415- 413 a.C.
L’amara presa d’atto dello storico ateniese, cioè che gli Ateniesi subivano nel settembre del 413 a.C. in Sicilia il più grave rovescio che un esercito greco avesse mai subito, accompagnata dall’altrettanto amara riflessione che «mentre erano venuti per asservire gli altri, se ne andavano via con il timore di essere loro, più probabilmente, a dover subire una tale sorte», costituisce l’input della recente pubblicazione di Calogero Micciché Es Sikelìan. Alcibiade, Lamaco, Nicia in Sicilia, rilettura di un evento che ha sensibilmente condizionato la storia di Siracusa e di Atene col sacrificio di migliaia di giovani ateniesi nelle acque tinte di sangue del fiume Assinaro.
Il libro, edito da Edizioni Lussografica per la collana ‘Mesogheia’, ricostruisce, sulla base delle fonti antiche (lo storico Tucidide e il biografo Plutarco su tutti) il contesto storico, ma soprattutto la personalità dei tre principali protagonisti: Alcibiade, Lamaco e Nicia, caratterialmente e politicamente distanti, le cui divergenze hanno fortemente penalizzato un’impresa che avrebbe dovuto consolidare la leadership ateniese nel Mediterraneo occidentale, eliminando una pericolosa concorrente come Siracusa. Impegnare ingenti forze umane ed economiche per una fallimentare spedizione fu senza alcun dubbio per Atene un abbaglio di inaudita gravità, frutto di una decisione per molti aspetti irrazionale in uno scenario internazionale tutt’altro che favorevole.
L’egemonia sul Mediterraneo ha mosso le forze della democrazia ateniese nella logica della guerra, significativa metafora delle politiche di predominio della nostra contemporaneità, ed è estremamente significativa l’analisi delle dinamiche politiche e militari del V secolo a. C., indagate con rigore scientifico e profondità filologica dal prof. Miccichè nel suo ultimo studio.


