Federico Messana: “Io la parola la mantengo”. Denuncia alla Procura della Repubblica

redazione
redazione 176 Views
5 Min Leggere

Dal Consigliere comunale di Montedoro Federico Messana riceviamo e pubblichiamo:

“Gentili concittadini, come preannunciato con il volantino del 18/02/2026, visto che il sindaco non ha accolto la proposta della perizia fonica dell’audio strombazzato come prova delle mie deplorevoli isterìe senili, di seguito la denuncia alla Procura per falso e diffamazione.

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA VIA LIBERTA’, N.593100 – CALTANISSETTA

OGGETTO: Denuncia avverso il sindaco di Montedoro, Renzo Bufalino, per diffamazione nei miei confronti mediante la diffusione di accuse infamanti e totalmente false, studiate con cura anche nei dettagli, allo scopo di espormi al dileggio dell’opinione pubblica, per motivi politico-amministrativi.

Io sottoscritto Federico Messana, residente a Montedoro in Via Papa Giovanni XXIII, n.74 – cellulare3452393745-, nella qualità di consigliere comunale del comune di Montedoro, in merito alla denuncia in oggetto, comunico quanto segue.

Il 10 febbraio 2026 il sindaco di Montedoro, Renzo Bufalino, ha dato ampia diffusione, mediante l’allegato volantino, pubblicato tra l’altro, non so quanto lecitamente, sulla pagina Facebook del Comune di Montedoro, ad una serie di accuse nei miei confronti molto infamanti, anche perché totalmente infondate. Tra queste, due particolarmente oltraggiose: la prima riguarda alcune firme false che, a suo dire, avrei messo al posto della consigliera comunale Salvatrice Guarneri e la seconda un mio presunto riferimento fuori luogo, nel corso della seduta consiliare del 1° ottobre 2025, nei confronti del figlio di quattro anni.

Per quanto riguarda la prima accusa, avendo già il 31/10/2025 denunciato il sindaco per calunnia, mi limito ad allegare, solo per memoria, copia della denuncia già presentata. Per quanto riguarda la seconda, allego il mio volantino di risposta del 13/02/2026, con il quale, tra l’altro, ho chiesto al sindaco di produrre le prove delle sue accuse, impegnandomi, se vere, a rassegnare le dimissioni da consigliere.

Sono seguiti altri due volantini, anche questi allegati alla presente:- uno -del sindaco- del 17/02/2026, con il quale ha esibito come prova della sua accusa, mediante un QR-code, un frammento di pochissimi secondi di un audio, registrato durante la seduta consiliare dell’1/10/2025, molto disturbato nel tratto finale e interrotto ad arte nel momento cruciale, quasi a volerne impedire l’esatta comprensione, tagliando la frase a metà;- l’altro -mio- del 18/02/2026, con il quale, dopo avere ascoltato attentamente l’audio e accertato l’infondatezza dell’accusa, ho preannunciato la presente denuncia, a meno che il sindaco, per essere certi della verità, non acconsentisse ad una perizia fonica dell’audio.

Per avere esatta contezza della querelle in parola, basta leggere i volantini allegati e, soprattutto, ascoltare con attenzione l’audio prodotto come prova. Dal suo ascolto, si comprende che le parole da me pronunciate non sono state quelle che subdolamente il sindaco mi ha messo in bocca: “posso dare lezioni di legalità a te e a tuo figlio…” (parole sciocche e prive di senso da chiunque pronunciate), ma ben altre, e queste -sì- in perfetta sintonia con lo scontro polemico di quella seduta: “posso dare lezioni di legalità a te e a Piombino…”, responsabile, quest’ultimo, dell’Ufficio tecnico e artefice di truffe di centinaia di migliaia di euro e delle illegalità più surreali, da me denunciato innumerevoli volte e dal sindaco, invece, sempre strenuamente
difeso, fino al punto, per non perderne la “preziosa” collaborazione, di truccare una selezione di tipo concorsuale (anche questa da me puntualmente denunciata il 31/10/2025).

Mi rendo conto che questa vicenda presenta aspetti grotteschi e, in certo senso, molto puerili e poco seri, difficili da inquadrare in un contesto di normale dialettica politico-amministrativa. Il sindaco, purtroppo, non tollera chi contesta la sua attività amministrativa e, quando non è in grado di confutare nel merito le critiche o, peggio, le denunce giudiziarie, perde il controllo e reagisce con le infamie di carattere personale e talvolta anche con mezzi peggiori.

Non è questa la prima volta che nei miei confronti fa uso dell’arma impropria della diffamazione gratuita. Che il sindaco abbia mentito e ordito questa miserevole infamia appare evidente dall’ascolto dell’audio e dal suo silenzio-rifiuto della perizia fonica da me proposta. In una situazione come questa -un grumo di malanimo, cattiveria e falsità-, come lasciar correre e non chiedere, a tutela della propria dignità, l’intervento della Magistratura?

In caso di archiviazione della presente, lo scrivente chiede di essere informato.

Montedoro, 24/02/2026 Federico Messana

Condividi Questo Articolo