Luglio 1954: asserragliati per cinque mesi nel sottosuolo della zolfara Ciavolotta, nei pressi di Favara, 27 minatori decisero di lottare fino allo stremo per difendere il loro posto di lavoro minacciato dai licenziamenti.
Fu una pagina epica della storia del movimento operaio siciliano che costrinse i media nazionali a parlare delle condizioni drammatiche in cui gli zolfatari siciliani lavoravano e vivevano, soffocati da uno sfruttamento disumano, senza nessuna garanzia di sicurezza e di stabilità.
Ne parla Giacomo La Russa ne “I sepolti vivi“, il romanzo storico in cui ricostruisce quella vicenda, con la precisione di uno storico e grande attenzione alle fonti e ai documenti, dando voce agli stati d’animo dei protagonisti della storia, dando anima alle vicende della storia e facendone emergere le contraddizioni e tutta la potenza simbolica che quell’evento ha rappresentato.
Il libro si presenta a Caltanissetta venerdì 20 febbraio, alle 18,30 alla Libreria UBIK. Dialogherà con l’autore la giornalista Fiorella Falci.

