Si è tenuta nei giorni scorsi la prima riunione operativa della Commissione regionale per la prevenzione, la diagnosi e la cura dell’obesità e delle patologie cardio-nefro-metaboliche, istituita dall’assessore regionale alla Sanità Marcello Caruso, che ha sottolineato l’importanza della Commissione nella gestione di un lavoro personalizzato e di percorsi condivisi tra diversi specialisti. Tra i componenti c’è il cardiologo Calogero Geraci, unico nisseno rappresentante dell’importante istituto, che affiancherà come segretario il cardiologo Corrado Tamburino, coordinatore della Commissione assieme a Giacomo Scalzo, Direttore Generale DASOE e RUAS Sicilia e Saverio Ciriminna, Senior Expert Pubblica Amministrazione.
L’obesità rappresenta oggi una delle principali emergenze della sanità pubblica a livello nazionale e globale. L’Italia, con la Legge 3 ottobre 2025 n. 149 “Disposizioni per la prevenzione e cura dell’obesità” è stata la prima nazione europea a riconoscere l’obesità come malattia. Uno scenario che assume particolare rilievo soprattutto nelle regioni del Sud Italia dove i dati epidemiologici indicano una maggiore prevalenza dei fattori di rischio cardio-nefro-metabolici, situazione che comporta una grave ricaduta non solo sull’assistenza sanitaria ma anche dal punto di vista sociale.
Prevenzione primaria, diagnosi precoce e trattamento ed eventuale indagine epidemiologica, percorsi integrati per le gestioni della sindrome cardio-nefro-metaboliche e delle malattie del fegato; rete chirurgica bariatrica sono le principali linee guida che dovrà sviluppare la Commissione, servendosi di modelli operativi Hub e Spoke per garantire una corretta integrazione tra ospedale, territorio, Case di comunità, medico di Medicina generale e pediatri e di sviluppo e monitoraggio di specifici percorsi terapeutici multidisciplinari.
“Sono molto orgoglioso di questo incarico – ha detto il dott. Geraci, da due anni impegnato nel progetto “Cuore e obesità” – Questa commissione potrà servire a trasformare l’obesità da problema gestito in modo frammentario a patologia cronica presa in carico con una rete regionale strutturata”. Quindi, in prima linea, la prevenzione e le cure, che oggi si avvalgono anche della farmacologia, da organizzare secondo un approccio multidisciplinare e con la creazione, sul territorio, di centri specializzati a supporto dei percorsi.

