Un volume che racconta l’anima di un’isola, le sue processioni, i silenzi, i canti antichi e le albe di Pasqua. È stato consegnato nelle mani di Papa Leone XIV il libro La Pasqua in Sicilia, opera firmata a quattro mani da Francesco Daniele Miceli e Francesco Luca Ballarò, edita da Bonfirraro Editore.
La consegna ufficiale è avvenuta nel corso di un incontro che ha visto protagonista Andrea Barbaro Galizia, in rappresentanza dell’associazione Rubrica Sicilia, accompagnato da una delegazione dell’associazione. Un momento simbolico ma denso di significato: il patrimonio immateriale della Sicilia che varca i confini regionali per arrivare fino al cuore della Chiesa universale.
Il volume raccoglie uno studio antropologico e religioso che attraversa più di 200 comuni dell’Isola, offrendo una mappatura ampia e documentata dei riti pasquali siciliani. Un lavoro di ricerca che intreccia storia, fede, tradizione popolare e identità collettiva, restituendo al lettore un mosaico complesso e affascinante.
Tra le realtà analizzate spicca la Settimana Santa di Caltanissetta, considerata nel libro un unicum per varietà, originalità, antichità e continuità dei riti che si susseguono dalla Domenica delle Palme fino alla Domenica di Pasqua. Un percorso che comprende processioni, rappresentazioni sacre e tradizioni secolari che nel tempo hanno costruito un’identità riconoscibile e profondamente radicata nella memoria cittadina.
A impreziosire il volume sono gli scatti di numerosi fotografi nisseni, tra cui Michele Pecoraro, Massimo Minglino e Andrea Francesco Paolillo, capaci di fissare in immagini la drammaticità dei volti, la luce delle candele, il passo cadenzato delle confraternite. Il libro ospita inoltre un saggio firmato da Luigi Garbato, che approfondisce il significato culturale e sociale dei riti pasquali nel contesto contemporaneo.
La Pasqua in Sicilia si propone così non solo come opera editoriale, ma come documento identitario: un ponte tra passato e presente, tra devozione popolare e riflessione accademica. La consegna al Santo Padre segna un riconoscimento simbolico per un lavoro che racconta la Sicilia attraverso uno dei suoi linguaggi più profondi: quello della fede vissuta nelle strade, nelle chiese e nelle piazze, dove ogni anno, puntuale, si rinnova il racconto della Passione e della Resurrezione.


