Lo Stato Italiano ha acquistato la magnetica tavoletta bifronte di Antonello da Messina, realizzata intorno al 1470, raffigurante da un lato Cristo – Ecce Homo – e dall’altro San Girolamo penitente. Il dipinto è stato battuto all’asta a New York da Sotheby’s per 14.9 milioni di dollari.
Antonello da Messina (Messina, 1430–1479) è stato il principale pittore siciliano del Quattrocento, capace di fondere insieme, magistralmente, la luce e il dettaglio di ispirazione fiamminga con la spazialità e la foggia rinascimentale italiana. Formatosi a Napoli dal maestro Colantonio, ha introdotto la tecnica della pittura a olio in Italia. Antonello è celebre per i ritratti psicologici e per opere superbe come il San Sebastiano e l’Annunciata – custodita nel Museo regionale di Palazzo Abatellis, a Palermo.
Questo Ecce Homo – come tutte le opere di Antonello, d’altronde – ci ricorda che c’è stato anche un Rinascimento meridiano, oltre a Firenze, Venezia o Roma. Antonello è stato un uomo, un artista viaggiatore, sperimentatore, curioso. Un artista peculiare, capace di coniugare sapientemente linguaggi diversi.
Secondo indiscrezioni, l’attuale ministro della Cultura Alessandro Giuli avrebbe ipotizzato che il dipinto Ecce Homo vada esposto nel Museo nazionale di Capodimonte, a Napoli.
Ma l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, ha dichiarato di avere «già avviato un’interlocuzione con il Ministero della Cultura, manifestando la piena disponibilità a collaborare per valutare un’eventuale allocazione dell’opera in Sicilia». E questo, continua Scarpinato, «quale scelta coerente con la storia e con il legame profondo tra il Maestro e la sua regione d’origine. Il nostro obiettivo – ha precisato – è lavorare in uno spirito di leale collaborazione istituzionale, affinché ogni decisione possa valorizzare al meglio il patrimonio culturale nazionale e, al contempo, rafforzare il ruolo della Sicilia come luogo naturale di custodia e promozione dell’opere di Antonello da Messina».
Vedremo.
Prof. Leandro Janni, Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia

