di Tina Duminuco
La storia scorreva dolcemente tra le pagine, osservata da una grande lontananza temporale ma raccontata con la grande passione solidale che sa attraversare i secoli, per liberare dai pregiudizi e dal dolore la vita di un altro essere umano. La gioia di raccontare storie, la bellezza di percorrere sentieri lontani nel tempo e fare rivivere, dentro stanze ormai vuote e disabitate, uomini e donne del passato con i loro sentimenti sempre attuali .
La scrittrice dagli occhi celesti che ridono sempre, cerchiati da quella inconfondibile linea azzurra, era capace di guardare lontano, di vedere tra le pieghe della storia. L’aveva cercata e l’aveva trovata la voce di quella donna. L’aveva liberata dalla polvere che soffocava i salotti antichi. L’aveva trovata tra le carte ingiallite e gli antichi velluti custoditi negli armadi, che odoravano di naftalina. Quella voce era sotto i merletti che rifinivano le sottane, tra le lenzuola di lino pazientemente ricamate all’ombra delle persiane, nel chiacchiericcio complice di altre donne.
Marianna, donna privilegiata per ceto e per ricchezza, ma ugualmente vittima della violenza degli uomini, si muoveva ora tra quelle pagine e le parole che erano morte nella sua gola bambina scorrevano e si componevano nelle trame di una tela. Si incastravano perfettamente e lei tornava a vivere con il suo volto bello e chiaro, la sua fronte liscia, i capelli acconciati che lasciavano sfuggire piccole ciocche impertinenti sulla nuca.
Marianna, tornata a vivere, ritrova la sua immagine prima nella mente poi sulla tela, con prepotenza: Un sontuoso vestito verde smeraldo ricopre il suo corpo eternamente giovane, dalla tenda delle parole si libera per guardarti negli occhi e i suoi gesti muti, allora ritenuti sconvenienti, parlano al tuo cuore …
“Sono qui, non mi dimenticate, ho ritrovato la mia voce e posso cantare ancora la mia canzone di bambina che ride. Posso abbracciare i miei figli, posso muovermi tra le antiche stanze. Posso dire parole d’amore, accarezzare e lasciarmi accarezzare.”
“Vi guardo donne del nuovo millennio siete libere più di me? Sapete usare questa libertà? Tante cose sono cambiate in meglio e vero. Tante conquiste però sono solo apparenti.
“Ancora vedo violenza, ancora bambine subiscono stupri e perdono la voce nella solitudine delle loro stanze. Davanti a schermi ingannatori vivono una vita parallela sognando un riscatto che il più delle volte non arriva. Fatele parlare, prendetele per mano e accompagnatele a ritrovare la loro vita e le parole per raccontarla.
“Ancora ci sono donne che si nascondono dagli uomini che dicono di amarle ( uomini incapaci di crescere) e le loro labbra rosse perdono il colore per sempre. La loro voce si accartoccia sulla carta dei quotidiani buttati agli angoli delle strade e il vento se la porta via.
“Donne che mettete al mondo gli uomini, aiutateli a crescere ed imparare l’amore quando sono piccoli, insegnate loro parole gentili, insegnate gesti delicati perché possano incontrarsi con i loro simili senza violenza, perché imparino l’amore che non soffoca, non violenta, non opprime.
Insegnate il rispetto reciproco e la bellezza di tenersi per mano guardando nella stessa direzione condividendo la ricchezza che ogni individuo possiede in sé. Per costruire in pace.
Il mio viaggio nel tempo non sarà sprecato se avrò insegnato ad un solo uomo che cos’è l’amore”.
Tina Duminuco
nell’immagine di copertina un’opera pittorica di Tina Duminuco

