Evento formativo nella sede dell’OMCeO nisseno sabato 3 ottobre 2026
“Con il progressivo prolungamento della vita media, la malattia di Alzheimer, la forma più frequente di demenza, è diventata uno dei principali problemi socio-sanitari a livello mondiale“, è così che all’interno della brochure dell’evento di sabato 3 ottobre 2026 veniva presentata la tematica affrontata durante il corso di aggiornamento, organizzato dall’Ordine dei Medici nisseno, dal titolo: “La malattia di Alzheimer up-date clinico, diagnostico e terapeutico“.
Nel nostro paese le stime parlano di numeri elevati, sarebbero più di 600 mila le persone colpite dalla malattia e se si tiene conto di tutte le forme di disturbo o deterioramento cognitivo questi numeri raddoppiano, si evince dunque la necessità di mantenere accesi i riflettori su questa condizione.
Nella sala convegni dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Caltanissetta gli esperti relatori presenti questo sabato hanno messo in luce i diversi aspetti della malattia. “I punti focali sono stati gli aspetti clinico, patologici e preventivi della malattia su cui oggi – ha spiegato il neurologo Eduardo Cumbo esperto di malattie neurodegenerative- si cerca di insistere tanto, dal momento che le scoperte che abbiamo avuto negli ultimi ventenni ci hanno portato a capire che la malattia esordisce fino a dieci/venti anni prima rispetto all’esordio clinico dei sintomi, per cui è importantissima la diagnosi e la prevenzione quando più precocemente possibile”.
Ad aprire i lavori il Presidente dell’OMCeO nisseno Giovanni D’Ippolito per i saluti istituzionali. “Abbiamo oggi nella sede dell’Ordine svolto un convegno attualissimo perché purtroppo tra le patologie di demenza il 50% circa è da Alzheimer. È una patologia che per l’incidenza, per la terapia non completamente risolutiva – ha affermato- e per il notevole impatto che ha da un punto di vista non soltanto economico e non soltanto sul paziente, ma anche su chi accudisce quel paziente, è una delle patologie a maggior impatto sociale da un punto di vista sia economico che lavorativo”.
Il quadro sul trattamento della malattia di Alzheimer è stato illustrato dalla Presidente Regionale SinDem Chiara Cupidi. “In questo convegno mi sono occupata di parlare- ha raccontato- delle terapie per la malattia di Alzheimer, sia delle terapie attualmente disponibili volte a controllare i sintomi cognitivi e comportamentali della malattia, del ruolo del medico di medicina generale e delle sue interazioni con gli specialisti dei Centri Demenze e con un focus su quelle che saranno le nuove terapie per la malattia di Alzheimer che nel momento in cui diverranno ampiamente disponibili, saranno volte a contrastare i meccanismi della malattia e non solo i suoi sintomi“.
Anche in questo caso il ruolo del medico di medicina generale è cruciale perché è proprio il mmg che si ritrova a dover gestire sempre più pazienti affetti dalla malattia sin dai primi sintomi. “L’obiettivo è quello di ridurre ovviamente i costi del sistema sanitario nazionale in termini di prescrizioni di psicofarmaci e di istituzionalizzazioni e anche di sfoltire le liste d’attesa all’interno dei CDCD della nostra regione – ha aggiunto la psicologa Valeria Blandino Consigliera Regionale SinDem – e migliorando le prese in carico e quindi gli invii ai CDCD avviando un percorso diagnostico già sin dalle cure primarie e quindi all’interno dell’ambulatorio di medicina generale, dando quindi dei suggerimenti, secondo sempre nelle linee guida per cercare appunto di riconoscere al meglio i primi sintomi della malattia e successivamente di inviare nel corretto modo e nel giusto ambulatorio”.

